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Sfruttavano connazionali e le facevano prostituire, udienza in Assise per sette nigeriani

Le vittime venivano segregate per diversi giorni e costrette a prestazioni lavorative disumane e a prostituirsi per ripagare la somma spesa per farle entrare in Italia

Prima udienza davanti alla Corte d'Assise di Chieti nell'ambito del processo a sette cittadini nigeriani accusati di riduzione in schiavitù di alcune loro connazionali e di aver procurato l'ingresso illegale in Italia delle donne per destinarle alla prostituzione, allo sfruttamento sessuale o lavorativo.

Gli imputati sono tutti domiciliati tra Francavilla, Pescara, Roma e Campobasso. L'indagine, coordinata dalla Procura distrettuale dell'Aquila, nel 2011 portò all'arresto sei persone responsabili della segergazione di giovani donne nigeriane le quali, private del passaporto, venivano costrette a prestazioni lavorative disumane e a prostituirsi per ripagare i 55.000 euro spesi, a detta degli sfruttatori, per farle entrare in Italia.

Ieri in tribunale a Chieti l'ammissione di liste testimoniali di accusa e difesa el'esame degli imputati.

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