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Cronaca Atessa

Pause abolite alla Sevel, la Fiom annuncia sciopero dal 21 dicembre

Il segretario generale Labbrozzi punta il dito contro l'azienda, che avrebbe aumentato i carichi di lavoro e diminuito le ferie e contro le altre organizzazioni sindacali. Il sindacato ha preparato una petizione che ha già raccolto più di 500 firme

La Fiom annuncia battaglia alla Sevel di Atessa a cominciare dal mese di dicembre e promette sciopero a partire da domani (lunedì 21 dicembre), in corrispondenza della pause abolite dall'azienda. Secondo quanto denuncia il segretario generale Davide Labbrozzi, infatti, "si sono svolte quattro giornate di straordinario obbligatorio, sono state azzerate le ferie promesse alle altre organizzazioni sindacali, fermata che avrebbe dovuto consentire a tutti coloro che lavorano in Sevel di riposare nei giorni fra Natale e Capodanno".

Ma quel che è peggio, sempre secondo la denuncia della Fiom, "è stato deciso di tagliare dieci minuti di pause per coloro che lavorano a turni, per ora 2.500 persone". Una decisione presa unilateralmente dall'azienda, senza un confronto con i rappresentanti per la sicurezza, per valutare l'impatto sulla salute dei lavoratori. 

Secondo Labbrozzi, dunque, all'aumento della produzione nell'azienda atessana, non corrisponderebbe un aumento dei diritti dei lavoratori, "ma invece - puntualizza - la continua e progressiva riduzione degli stessi". 

E la situazione non miglliorerebbe con l'inizio del nuovo anno: "A gennaio - aggiunge - tolte le festività, quelle indicate in rosso sul calendario, e quella del santo patrono di Atessa, la fermata reale è di un solo giorno, il 4 gennaio. Si può giustificare il rifiuto a riconoscere le ferie promosse ad agosto, quando i dipendenti Sevel rientrarono in anticipo? Secondo la Fiom No". 

Per Labbrozzi, il taglio sarebbe iniziato già nel corso del 2015, quando si è lavorato di più sulle linee, per l'aumento dei carichi di lavoro, con una diminuzione delle ferie. Inoltre, "i minimi tabellari, ossia la paga base, continuano ad essere inferiori al mondo metalmeccanico, perché è passata la logica che quelle piccole mance che l'azienda elargisce, essendo una tantum, non innalzano i minimi contrattuali e non contribuiscono, di conseguenza, ad accrescere i vari istituti collegati alla retribuzione".

La scorsa settimana, in un'affollata assemblea, la Fiom ha stabilito con l'avallo dei lavoratori di iniziare una raccolta firme contro la riduzione delle pause, che al momento ammonta a oltre 500 sottoscrizioni e di scioperare per tutta la settimana, a partire da domani, in concomitanza con le pause abolite. 

"Siamo stanchi - conclude Labbrozzi - di vedere la tangibile sofferenza che negli occhi di chi lavora è sempre più evidente; siamo stufi delle sceneggiate che le altre organizzazioni sindacali mettono quotidianamente in piedi per nascondere, sbandierando sempre il momento positivo per il portafoglio di Sevel, tutti gli accordi di “svendita” dei diritti sottoscritti in questi anni. Non ne possiamo più. Manca il rispetto, manca la volontà di riconoscere gli enormi sacrifici fatti da chi lavora, manca la sensibilità di capire che le persone stanno soffrendo e non ce la fanno più".

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