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l'ex assessore

l'ex assessore

Sesso per la casa: le accusatrici confermano, ma i casi potrebbero essere molti di più

Nell'incidente probatorio le cinque donne che hanno fatto scattare gli arresti domiciliari aggiungono nuovi particolari a quanto già raccolto dalla polizia. Il loro avvocato: "Potrebbe essere seriale, non dobbiamo lasciarle sole"

Hanno confermato tutto quel che avevano raccontato alla polizia e ricordato ulteriori particolari sulle presunte violenze sessuali, tentate e compiute, dell’ormai ex assessore Ivo D’Agostino, indagato anche per concussione.

Le cinque accusatrici non si sono tirate indietro: una alla volta, dalle 9 alle 14.30 di ieri (giovedì 8 agosto) hanno ribadito al gip Paolo Di Geronimo quanto già compare nei verbali delle denunce.

Secondo i loro racconti D’Agostino in più occasioni avrebbe tentato di avere rapporti sessuali, con espressioni esplicite o persecuzioni telefoniche. Ci sarebbero tre chiamate registrate provenienti dal telefonino dell’indagato verso quello di una delle presunte vittime.

D’Agostino, difeso dagli avvocati Edgardo Ionata e Amleto Carobella, si è sempre dichiarato innocente e in aula non ha proferito parola, né hanno rilasciato interviste i suoi legali. Secondo l’avvocato Nicola Apollonio, che difende quattro di loro, “vuole dimostrare che questa sia tutta una messa in scena orchestrata non si sa bene come. Sono donne in condizioni di indigenza, ma hanno avuto grande coraggio e non dobbiamo lasciarle sole. Dall’idea che mi sono fatto – dice – questi episodi erano in atto da tempo”.

Mentre Enrico Raimondi, che difende una delle accusatrici di D’Agostino, dice: “C’è qualcosa di torbido nella gestione dell’assegnazione degli alloggi popolari”.

Le testimonianze raccolte potranno essere usate come prove qualora ci fosse un rinvio a giudizio e si svolgesse il processo.

ALTRI CASI- Le indagini continuano, perché pare che siano altre le donne che avrebbero subito lo stesso trattamento da Ivo D’Agostino, senza denunciare i fatti alla polizia. Le presunte vittime, dunque, potrebbero essere molte più delle cinque che hanno fatto scattare l’inchiesta “Sex for house”. Le indagini sono partite dopo una denuncia fatta in questura lo scorso 6 giugno da una delle cinque donne ascoltate oggi. Da allora, grazie alla collaborazione della Caritas è stato possibile risalire alle altre quattro giovani. Ma non è escluso che ci siano stati altri episodi simili a quelli già raccolti.

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