Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Con i volontari della Capanna di Betlemme: una serata tra gli ultimi per sentirsi speciali

Il nostro giornalista Paolo Di Sabatino ha seguito i volontari e gli ospiti della Capanna di Betlemme durante una serata molto speciale

La Capanna di Betlemme è una comunità molto attiva nel capoluogo teatino e dona riparo e conforto a persone che attraverso un momento di difficoltà. Le persone, durante la permanenza, sono chiamate ad aiutare il prossimo. Chi aiuta è così subito chiamato ad aiutare.

Si parte alle 19 dalla Capanna di Betlemme a Chieti. E’ un luogo che dà riparo a chi ha bisogno di aiuto, è un luogo speciale, perché chi entra è chiamato ad aiutare il prossimo. Un furgone è già partito alle 18.30, io sono sull’altro. Dentro volontari ed ospiti, una babele di cadenze regionali, Abruzzo, Puglia, Piemonte, Campania, un qualche stato africano, un mix molto divertente. Il lunedì si fa servizio di strada, assistenza a senzatetto. Oggi è una serata un po’ diversa,c’è alla stazione di Pescara, la festa di Natale. Non c’è soltanto la busta con panino, acqua, frutta e merendine, ci sono i primi caldi. Ci sono gli zampognari, le preghiere prima della cena, c’è il Padre Nostro mano nella mano. C’è poco da fare, possiamo fare finta di niente, ma i senzatetto, i più sfortunati i più deboli, sono al nostro fianco, quando quella mano te la stringono, colpevolmente ti accorgi che sei tu ad aver allentato la presa.

Ora, mi hanno detto una cosa bella i volontari che vengono tutte le settimane in strada, le persone non vengono per i pasti, quelli possono prenderli anche da altre parti, vengono per parlare, per sentirsi chiamare per nome. Io conosco Mario, è di Pescara, molto distinto nel portamento, sembra essere capitato lì per caso, mi chiede una coperta. Altri mi chiedono coperte, la coperta con questo freddo è il bene prezioso. Si avviano ordinati a prenderle dal furgone. Adrian invece con lo sguardo vispo e sorridente, mi dice “Io non voglio una coperta, poi non dormo bene, non prendo sonno perché già me l’hanno rubata una volta. Avete un giubbino bello caldo? Mi piacerebbe verde militare”. Mi racconta che fino a pochi anni fa lavorava e mandava i soldi a casa in Romania, poi un incidente invalidante sul lavoro, lo ha portato a dormire al gelo. “Guarda, vicino quelle due biciclette sul marciapiede laggiù”. 

VIDEO | La capanna di Betlemme: il riscatto attraverso la comunità e il lavoro

Adrian continua a sorridere e dice che confida di trovare un buon avvocato per tornare a prendere l’invalidità che non ha più a causa di un certificato che non sapeva di dover produrre. Ci sono diversi capannelli, si chiacchiera e scopro che oltre alle coperte servono come il pane, scarpe, 40-41-42-43. Ci si attrezza perché tra una settimana saremo ancora qui, cercando di tornare con quanto necessario. Prima di andare via si danno le informazioni utili per il Capodanno, chi vuole sarà ospite alla Capanna di Betlemme a Chieti per il veglione, un veglione aperto a tutti eh, tutti allo stesso tavolo com’è giusto che sia. Sulla strada di casa, nel furgone, un ragazzo dice poco prima di arrivare a destinazione “Faccio questo perché voglio imparare dall’amore”.

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