Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Ortona

Risultava chiusa, ma una cantina continuava a lavorare scaricando nel fiume: sequestrato l'impianto di depurazione

I controlli sono scattati a seguito di segnalazioni sulla presenza di acque intorbidite in un torrente, affluente del fiume Moro

Risultava non più operativa per trascorse vicende giudiziaria, ma una cantina di Ortona continuava a lavorare, oltretutto scaricando reflui in un torrente. 

Così i militari della guardia costiera di Ortona, nei giorni scorsi, hanno posto sotto sequestro l’impianto di depurazione della cantina in una frazione. I controlli sono scattati a seguito di segnalazioni sulla presenza di acque intorbidite in un torrente, affluente del fiume Moro, e subito si sono attivate le verifiche con il supporto anche del personale della Sasi, che ha fornito delle precise indicazioni sulle possibili aziende da controllare in base alla mappatura degli allacci regolari alla rete fognaria comunale.

La cantina, che sulla carta risultava dismessa e non più operativa, era stata di fatto rilevata da un nuovo operatore, proveniente dalla provincia di Pescara, che aveva ripreso ad utilizzare cisterne ed impianti di raccolta reflui pur essendo questi privi di qualsiasi autorizzazione ambientale.

Durante i diversi sopralluoghi effettuati sul sito dell’azienda, è stato riscontrato che, in particolare, diversi silos, all’apparenza non attivi venivano utilizzati per lo stoccaggio di vini e i reflui per il lavaggio delle cisterne venivano fatti confluire, attraverso un sistema di pompaggio realizzato ad hoc,  in un depuratore dismesso.

Per ricostruire l’intero tracciato dei reflui prodotti dall’azienda “fantasma”, i militari della guardia costiera hanno utilizzato la fluorescina, un tracciante-colorante naturale che ha evidenziato in ogni passaggio l’intero percorso seguito dai liquidi. L’aspetto più preoccupante dal punto di vista ambientale, poi, è stato riscontrare che, dal depuratore, buona parte dei reflui finivano per tracimazione, quando non addirittura per scarico diretto, in un vicino fossato, affluente del fiume Moro.

Il sequestro dello scarico è stato convalidato dalla procura della Repubblica di Chieti, la quale ha disposto delle verifiche più approfondite per risalire in maniera precisa alle reali responsabilità di quanto posto in essere. 

"I controlli sugli scarichi irregolari delle cantine, fenomeno purtroppo assai diffuso in questo periodo dell’anno, continueranno a ritmo serrato", assicura il comandante della Capitaneria di Porto Francesco Scala.

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