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Sequestro depuratori Sasi, polemica Scutti-Arta

E' scontro tra Sasi e Arta dopo che il presidente della Società, Domenico Scutti, ha detto che non si erano riscontrati superamenti dei limiti chimici e batteriologici previsti dalla legge

E' polemica tra la Sasi e l'Arta dopo che il presidente della Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato, Domenico Scutti, ha detto che l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente non avrebbe mai riscontrato, all’uscita dei depuratori del gestore, superamenti dei limiti chimici e batteriologici previsti dalla legge.

Le dichiarazioni di Scutti riguardano il sequestro di 12 impianti di depurazione di scarichi di acque reflue disposto qualche mese fa dal gip di Lanciano nell'ambito di un'inchiesta della Procura frentana che vede indagato lo stesso presidente della Sasi. Sarebbero state verificate violazioni ambientali “derivanti da una programmatica, pervicace e dolosa gestione degli impianti".

L’Arta ha ribattuto a quanto affermato da Scutti facendo presente di aver effettuato, nel 2013, ben “48 controlli sugli impianti di depurazione Sasi, da cui sono risultati 24 campioni con superamento dei limiti; nel 2014 dai 51 controlli svolti sono risultati 17 campioni con superamento dei limiti; infine, nei primi mesi del 2015, dai 20 controlli fatti dai tecnici sono risultati 3 campioni con superamento dei limiti (gli impianti sotto sequestro non sono stati più sottoposti a controllo). Tutti i superamenti sono stati notificati alla Sasi nei termini di legge e trasmessi alla Provincia di Chieti per la sanzione di competenza”

Ricordiamo che sono finiti sotto sequestro gli impianti di Santa Liberata, Villa Martelli e Cerratina, a Lanciano, nonchè depuratori situati a Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri. In merito a questa vicenda, nelle scorse settimane le associazioni Giako, Fai Lanciano, Ilaria Rambaldi Onlus, Sant'Egidio, Pro Loco Lanciano, Cittadini in Azione e Tradizionando ieri oggi e domani hanno annunciato una class action contro la Sasi finalizzata a restituire ai cittadini i soldi “indebitamente percepiti" dalla società per una depurazione che, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non ci sarebbe stata.

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