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Violazioni ambientali: sequestrati dodici impianti di depurazione della Sasi

Il provvedimento è stato chiesto della Procura frentana dopo due anni. L'inchiesta vede indagato il presidente della società Domenico Scutti. Tre gli impianti sequestrati a Lanciano

Dodici impianti di depurazione di scarichi di acque reflue della Sasi di Lanciano sono stati sequestrati dal gip di Lanciano nell'ambito di un'inchiesta della Procura frentana che vede indagato il presidente della società Domenico Scutti. Il provvedimento è stato chiesto dal Procuratore Francesco Menditto a conclusione di due anni di indagini e dopo relazioni tecniche, chimiche e biologiche da parte dei consulenti che hanno accertato l’esistenza di violazioni ambientali “derivanti da una programmatica, pervicace e dolosa gestione degli impianti".

I SEQUESTRI Tre gli impianti sequestrati a Lanciano:  il depuratore principale Santa Liberata, uno a Villa Martelli e uno a Cerratina; un altro impianto è stato sequestrato a Treglio, due a Rocca San Giovanni, tre ad Atessa, uno rispettivamente a Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri.

Le operazioni di sequestro sono state effettuate oggi dal Noe di Pescara, Capitaneria di Porto di Ortona e Corpo Forestale provinciale di Chieti. Gli impianti sono stati affidati in custodia giudiziale ai responsabili Sasi, disponendo il differimento della chiusura degli impianti di trenta giorni.

La Sasi spa gestisce acquedotti, depurazione e fognature per 92 Comuni della Provincia di Chieti compresi nel territorio dell'A.T.O. 6 Chietino.

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