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Pescavano vongole per il mercato nero: 70 chili sequestrati e sanzioni per più di 5 mila euro

I controlli della Capitaneria di Porto di Ortona, attenti al rispetto delle regole, hanno dato un buon esito

Nuovo sequestro di prodotto ittico effettuato dalla Capitaneria di Porto di Ortona, a carico, ancora una volta, degli addetti al settore delle vongole.

I marinai imbarcati su una vongolara, infatti, di rientro dalla battuta di pesca, esaurito il quantitativo massimo assegnato all’imbarcazione per la tutela della risorsa, ed effettivamente venduto tramite i canali autorizzati, con regolare emissione dei documenti previsti, hanno tentato di immettere sul mercato alcuni quantitativi fuori quota, lucrando sulle mancate dichiarazioni e sulla possibilità di vendere senza il rispetto delle procedure previste per la tracciabilità e la qualità igienico/sanitaria del prodotto.

Così, dopo aver conferito il prodotto regolare all’operatore autorizzato, spostata l’imbarcazione in un posto d’ormeggio apparentemente più defilato, hanno caricato diversi sacchi nel cofano della vettura del comandante della barca, senza avvedersi della presenza dei militari in borghese, precedentemente allertati dall’operatore alle telecamere di videosorveglianza portuale.

Il bottino, oltre 70 chili di vongole, prontamente sequestrate e rigettate in mare dai marinai della Guardia Costiera, ha dato luogo a sanzioni per oltre 5 mila euro al comandante ed all’armatore della vongolara, andando ad aggiungersi alla lunga lista di provvedimenti sanzionatori verso gli operatori del settore che, evidentemente, e nonostante le difficoltà, continuano a preferire il mercato in nero con danno per tutta la categoria.

Nonostante le note difficoltà del settore, infatti, con oltre 20 imbarcazioni che hanno ripreso regolarmente a pescare solo da qualche mese, dopo un lungo periodo di stop per carenza di risorse ittiche, c’è ancora qualche pescatore che, cercando di eludere regole e controlli, continua a danneggiare l’intera categoria, pescando più del dovuto, ed alterando il prezzo sul mercato, aggirando anche le fondamentali procedure sanitarie previste a tutela della salute dei consumatori.

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