Edison deve bonificare l'area di Bussi, politica e associazioni plaudono alla sentenza del Consiglio di Stato

"Una sentenza storica", la definisce il Wwf, mentre la capogruppo del Movimento 5 stelle Marcozzi invita a fare presto e Italia Nostra chiede il risanamento di tutta la zona

Immagine di archivio

C'è soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato arrivata ieri, che impone a Edison di provvedere alla bonifica delle discariche 2A e 2B di Bussi sul Tirino, perché responsabile dell'inquinamento ambientale. 

“Una sentenza storica – commenta il delegato del Wwf Abruzzo Filomena Ricci – che sancisce una volta per tutte il principio secondo il quale chi inquina deve necessariamente risanare i luoghi, indipendentemente dai passaggi societari e dalle attuali proprietà. Il Wwf segue da sempre le vicende legate alle discariche di Bussi e più in generale a tutto l’inquinamento della Val Pescara e non può che prendere atto con soddisfazione di questo importante passo avanti. Almeno la zona 2A e 2B sarà risanata senza incidere sui fondi pubblici, cioè di tutti i cittadini, e lo Stato potrà impegnare in altro modo, sempre a favore di questo territorio martoriato, quel che rimane dei 50 milioni a suo tempo stanziati. Cogliamo l’occasione per rimarcare, ancora una volta, come sia necessaria anche una indagine epidemiologica più approfondita, come richiesto dallo stesso studio Sentieri: i cittadini hanno diritto di conoscere la realtà sino in fondo e senza aspettare altre decine di anni”.

La capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio regionale, Sara Marcozzi, che siede nella commissione d'inchiesta sul caso Bussi, invoca l'inizio celere dei lavori: "Adesso che non esistono più incertezze - dice - non c'è più nessun motivo per aspettare. Chi ha sbagliato deve pagare fino in fondo, a cominciare dall'urgenza di dare il via alle bonifiche il più in fretta possibile. I cittadini di Bussi e dell'intera Val Pescara aspettano giustizia. Hanno già pagato un prezzo troppo alto in questi anni, e il ripristino dello stato naturale dell'ambiente, adesso che sappiamo con chiarezza chi ha la responsabilità dei lavori, non ha più motivo di essere ulteriormente rimandato per rimpalli di responsabilità”. 

Esprime soddisfazione anche il consiglio delle sezioni d’Abruzzo di Italia Nostra, che invita "insieme alla acclarata condanna dei responsabili dell’inquinamento", a "urgentemente provvedere al risanamento di tutta la zona".

"Occorre, pertanto - prosegue l'associazione in una nota - evitare la dispersione sul territorio del materiale da prelevare dal sito, così come previsto, attraverso l’utilizzazione di una parte dei 50 milioni a suo tempo concessi dallo Stato, ed ancora disponibili per fronteggiare la definitiva pulizia del territorio da scorie inquinanti. Tale intervento dovrà anche servire a favorire la riconversione industriale della zona, la quale ha dovuto pagare un altissimo prezzo anche in termini di diminuzione dei livelli occupazionali, oltre che evidenti conseguenze dannose alla salute dei residenti ed all’ambiente circostante".

L'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Mauro Febbo, invita: "Adesso è necessario che il ministero acceleri nell'erogazione dei 50 milioni di euro destinati alla bonifica stanziati dal Governo Berlusconi attraverso la legge finanziaria del 2010".

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"Sono pienamente soddisfatto - aggiunge - e plaudo a una sentenza sicuramente storica, che mette la parola fine a un lungo e importante contenzioso che ha visto la Edison contro Provincia di Pescara, Comune di Bussi, ministero dell'Ambiente e la Regione Abruzzo. Adesso la Regione Abruzzo farà tutta la sua parte e sopratutto vigilerà affinché la Edison provveda in tempi certi alla bonifica delle aree inquinate 2A e 2B e zone limitrofe situate a ridosso del centro abitato di Bussi sul Tirino. Ovviamente  - sottolinea Febbo - come Regione apriremo anche una discussione sul futuro di una specifica e particolare area, importante sotto il profilo industriale, ma strategica anche sul piano turistico e ambientale. Lo faremo attraverso una interlocuzione con il ministero dell'Ambiente. Pertanto - conclude Febbo - da domani inizia un nuovo percorso per l’Abruzzo e per il territorio della Val Pescara, partendo dall'utilizzo dei circa 50 milioni relativi al bando pubblico per i lavori di bonifica dei siti 2A e 2B e della stessa Tremonti". 

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