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Cronaca

Omicidio Pavone: pena ridotta per Gagliardi, la Corte d'Appello esclude la premeditazione

I giudici aquilani hanno condannato l'ex impiegato delle Poste di San Martino a 19 anni. Confermate le provvisionali per i familiari dell'ingegnere informatico morto il 16 novembre 2014 dopo un anno di coma

Pena ridotta per Vincenzo Gagliardi, condannato stamani (venerdì 20 maggio) dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila a 19 anni di reclusione. 

L’ex impiegato delle Poste, originario di contrada San Martino, era stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per l’omicidio dell’ingegnere informatico Carlo Pavone, colpito sotto casa sua, a Montesilvano, il 30 ottobre 2013, e morto il 16 novembre dell’anno dopo senza mai aver ripreso conoscenza. 

La Corte, presieduta dal giudice Luigi Catelli (a latere Armanda Servino), ha emesso la sentenza dopo quasi quattro ore di Camera di consiglio. Una decisione, quella della riduzione a 19 anni, motivata dal fatto che è stata esclusa la premeditazione. L’imputato era presente in aula accanto al suo avvocato Renzo Colantonio e non ha avuto particolari reazioni al momento della lettura della sentenza. 

Nella precedente udienza il procuratore generale, Romolo Como, aveva chiesto la conferma della condanna emessa dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, cioè l'ergastolo, ridotto a 30 anni per lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato. 

I giudici aquilani, inoltre, hanno confermato le provvisionali di 150mila euro per i due fratelli di Pavone e la madre e di 200mila euro per i due figli della vittima. Le motivazioni non arriveranno prima del 14 agosto.

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