Seminario di studi sul neuroblastoma a Chieti

Nell’Istituto di Ricerca CeSi si parla di ricerca con il professor Arturo Sala e il dottor Vito Pistoia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Neuroblastoma? Il suo nome fa venire i brividi. È un tumore dei bambini: la prima causa di morte per malattia dopo le leucemie, in età prescolare. Ogni anno in Italia si registrano circa 150 nuovi casi. È subdolo, i sintomi sembrano quelli dell'influenza, può colpire le cellule nervose dei gangli simpatici paraspinali, lungo tutta la colonna vertebrale o le ghiandole surrenali e si presenta come una tumefazione addominale. Quando si giunge alla diagnosi, spesso si presenta già in fase avanzata, con metastasi allo scheletro e al midollo. Cosa si può fare? La ricerca scientifica è l'unica reale speranza di vita per i bambini affetti da Neuroblastoma. È partito la scorsa estate presso i laboratori del Centro Scienze dell'Invecchiamento e Medicina Traslazionale - CeSI-MeT di Chieti, grazie alla collaborazione e al sostegno di Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, Università di Chieti/ Pescara e Brunel University di Londra, il progetto "Valutazione di molecole che inibiscono il MYCN network per lo sviluppo di nuovi farmaci per il Neuroblastoma". Nell'ambito del progetto, si tiene il 28 novembre, alle ore 16, presso l'Istituto di Ricerca CeSi, il seminario di studi dal titolo "Il microambiente tumorale nel Neuroblastoma. Caratterizzazione e targeting terapeutico". L'occasione di studio e confronto, voluta tra gli altri dal coordinatore del progetto, Arturo Sala, Professore ordinario di Oncologia Translazionale presso la Brunel University London, che dopo dieci anni all'estero, è nuovamente coinvolto in un progetto italiano, nella propria città, vedrà come relatore il dottor Vito Pistoia, immunologo presso Area di Immunologia, Ospedale Bambino Gesù, Roma e vice presidente della Fondazione. «I tumori crescono in una nicchia definita microambiente tumorale - spiega il dottor Pistoia anticipando i temi che tratterà durante il seminario - Questo vale anche per il Neuroblastoma, che ha un proprio microambiente alla cui caratterizzazione hanno contribuito le ricerche del nostro gruppo. La conoscenza dettagliata delle cellule che compongono il microambiente del Neuroblastoma e dei meccanismi che operano localmente per favorire la crescita tumorale permette di sviluppare nuovi approcci terapeutici, capaci di ribaltare la situazione e promuovere la distruzione del tumore». Un'importante occasione di incontro e confronto che potrebbe gettare le basi per ampliare il nucleo di ricerca sul Neuroblastoma a Chieti, creando nuove sinergie con altri centri dell'eccellenza, già operanti in rete grazie alla Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, quale l'istituto G. Gaslini e l'INT - Università di Genova, il Laboratorio di Padova e l'Ospedale Bambino Gesù di Roma. Nonostante i grandi progressi della ricerca negli ultimi 20 anni, la percentuale di sopravvivenza per i bambini affetti da Neuroblastoma a diagnosi sfavorevole è solo del 30%. Comprendere i meccanismi biologici che regolano lo sviluppo dei tumori, individuare cure efficaci e nuovi farmaci e arrivare a una corretta e rapida diagnosi sono gli obiettivi che la Fondazione e l'Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma O.N.L.U.S, presieduta da Sara Costa, perseguono da oltre 20 anni.

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