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Cronaca

Caso D'Agostino, 'Se non ora quando': "Fondi contro la violenza"

Il comitato al femminile sostiene "il coraggio" delle donne che hanno denunciato e invoca progetti di collaborazione con i soggetti protagonisti della lotta alla violenza, oltre a incontri di sensibilizzazione

Dopo le reazioni politiche che ha scatenato l’arresto dell’assessore Ivo D’Agostino, da Se non ora quando arriva la solidarietà alle cinque donne che hanno fatto partire le indagini, presunte vittime di violenza sessuale e concussione.

“Plaudiamo al coraggio dimostrato e alla determinazione con cui hanno reagito le donne coinvolte ed a loro esprimiamo tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza per aver deciso di non essere più complici”, scrive in una nota il comitato.

“Il 13 febbraio 2011 (anche a Chieti, ndr) le donne sono scese in piazza accanto ai loro uomini per difendere l'umiliazione del proprio corpo e della propria dignità. Condanniamo fermamente i fatti, se confermati, riguardanti l'ex assessore alle Politiche della casa del Comune di Chieti Ivo D'Agostino (Udc) e auspichiamo che si faccia chiarezza al più presto sulla vicenda”.

Poi un monito alle istituzioni “affinché la politica cresca e sostenga l'azione e l'operato sul territorio degli attori sociali, quali il Centro antiviolenza, il Consultorio, lo Sportello antiviolenza, le forze dell'ordine, che a Chieti ogni giorno lavorano e combattono”.

Questi servizi in città esistono ed è grande l’impegno delle forze dell’ordine per prevenire reati di genere, stalking o violenze. La prima presunta vittima, una donna di nazionalità cubana, ha presentato denuncia il 6 giugno scorso. Le altre 4 sono state avvicinate dalla squadra mobile dopo la segnalazione della Caritas, che ne aveva raccolto le confidenze: tutte, pur non conoscendosi, hanno raccontato di episodi simili di violenza tentata o consumata.

Le accuse a D’Agostino sono tutte da verificare, ma Se non ora quando chiede “la predisposizione di fondi, per realizzare progetti di collaborazione con tali operatori come corsi di formazione nelle scuole e nelle pubbliche amministrazioni, incontri di sensibilizzazione e di informazione sul tema della violenza di genere”.

“Invitiamo la cittadinanza tutta a riflettere su quanto accade: riguarda ognuno di noi! È necessario – conclude il comitato - non voltare la faccia dall'altra parte e non essere indifferenti".

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