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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Scuole: taglio da 29 milioni, le Province non hanno più fondi per le bollette

Di Giuseppantonio e gli omologhi abruzzesi invocano un aiuto concreto per garantire la sicurezza e la manutenzione delle scuole. Sono 39 gli istituti nel chietino, 49 gli edifici gestiti dall'ente. E con l'abolizione delle Province gli oneri spetteranno ai Comuni già senza fondi

C’è il rischio concreto di non avere fondi a sufficienza per garantire il pagamento delle utenze degli edifici scolastici della Provincia di Chieti, 49 per 39 scuole, e dell’Abruzzo intero.

Invocano un aiuto i presidenti delle province abruzzesi, che questa mattina (martedì 17 dicembre) invitati dal presidente Upi Abruzzo Enrico Di Giuseppantonio a Chieti hanno snocciolato numeri e prospettive di una scure sempre più decisa sui finanziamenti agli enti locali. Solo nel mese di ottobre ci sono stati 29 milioni di euro in meno, ripartiti più o meno equamente fra le quattro province. E nel 2014 la situazione non sarà più rosea.

Il che si traduce con la mancanza di fondi per un patrimonio di quasi 300 edifici, che ospitano quasi 60mila studenti in tutto l’Abruzzo, che necessitano di manutenzione ordinaria e straordinaria, messa in sicurezza, messa a norma degli impianti, trasporto ai disabili, pagamento delle utenze elettriche e telefoniche, di acqua, gas e riscaldamento, delle spese di cancelleria e arredamento. In più la legge preveda che sia competenza delle Province la costruzione di nuovi edifici scolastici.

Ma pur tirando la cinghia, spiega Di Giuseppantonio “la situazione è drammatica, perché dal 2005 non arrivano fondi per le scuole. I tagli al bilancio del 2013 sembrano un modo per sfiancare le Province e farle risultare sempre più inutili agli occhi dei cittadini”.

Tanto più che il futuro delle Province è incerto e il disegno di legge Delrio assegna la gestione degli edifici scolastici, più di 5mila in tutto lo Stivale, ai Comuni. “Ma così aumentano i centri di spesa e i costi degli appalti”, commenta il presidente dell’Upi Abruzzo. Un esempio per tutti il prestigioso istituto alberghiero di Villa Santa Maria, che ha formato generazioni di chef arrivati in Abruzzo da tutto il sud Italia: “Un Comune con difficoltà economiche non può prendersi anche l’onere di un istituto scolastico”. Con il rischio di compromettere la qualità e l’attrattiva della scuola.

“I Parlamentari di questa Regione ascoltino il nostro allarme e intervengano concretamente per rendere più sostenibile la situazione”, invoca Di Giuseppantonio con Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, e l’omologo aquilano Antonio Del Corvo.

L’ente guidato da Testa gestisce 76 plessi scolastici con 15.938 studenti, ma la situazione non è tanto diversa da quella del chietino. “Ad oggi, nonostante tutti i proclami, i programmi approvati, le leggi finanziarie, per quanto riguarda la messa in sicurezza delle scuole nulla è stato liquidato alle Province dallo Stato. Noi invece abbiamo messo in atto tutti gli sforzi necessari per riservare alla manutenzione scolastica parti considerevoli dei bilanci. La gestione dell’edilizia scolastica è ormai al collasso”.

Catastrofico anche Del Corvo: “Da soli in questi anni le Province abruzzesi hanno assunto un ruolo determinante per la manutenzione delle scuole, ma anche per garantire uno sviluppo qualitativo degli edifici. Si pensi ad esempio agli interventi in materia di efficientamento energetico. Con i tagli che si susseguono in maniera indiscriminata difficilmente potremo garantire per il futuro standard qualitativi dignitosi per i servizi scolastici”.

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