Due lavoratori in nero al ristorante, uno incassava il reddito di cittadinanza da cinque mesi

Maxi sanzione economica per il titolare, mentre il percettore dovrà restituire quanto ha percepito finora

Percepiva il reddito di cittadinanza da cinque mesi, ma contemporaneamente lavorava in un ristorante di San Giovanni Teatino, dove c'era un altro lavoratore in nero, entrambi senza alcuna regolare assunzione. È quanto hanno scoperto i militari della compagnia di Chieti della Guardia di Finanza durante un controllo economico del territorio. 

La posizione del percettore del reddito di cittadinanza è stata segnalata all'Inps competente, ai fini della revoca del beneficio, che prevede la disattivazione della carta di pagamento elettronica e il recupero delle somme indebitamente percepite finora. Tuttavia, non è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria, perché il lavoratore ha comunicato all'ente previdenziale, nel termine di 30 giorni mediante apposito modulo, la variazione della propria condizione occupazionale nel ristorante.

Il titolare dell'attività di ristorazione, invece, dovrà pagare una sanzione amministrativa per aver impiegato i due lavoratori in nero, che va da un minimo di 1.800 a un massimo di 10.800 euro. Inoltre, per lui scatterà anche la maxi multa prevista in caso di impiego di lavoratori già percettori di reddito di cittadinanza, che va da un minimo di 2.160 euro a un massimo di 12.960 euro per ciascuna persona. 

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"L’intervento delle Fiamme Gialle - precisa il corpo in una nota - contrasta tutte le forme di indebito accesso a prestazioni assistenziali poiché generatrici di iniquità e lesive della coesione sociale. I cittadini onesti e coloro che hanno concretamente bisogno di assistenza devono sentirsi tutelati dall’attenzione investigativa che la Guardia di Finanza sta rivolgendo a quanti si pongono volontariamente al di fuori delle regole, sottraendo le limitate risorse pubbliche".

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