Cronaca

Scopero nazionale dei Giudici di Pace per dieci giorni

Comincia oggi (21 novembre)per protrarsi fino al 2 dicembre lo sciopero nazionale dei giudici di pace. Protesta contro la riapertura dei concorsi e l'errata rideterminazione delle piante organiche

L’Unione Nazionale dei Giudici di Pace e l’Associazione Nazionale dei Giudici di Pace ha proclamato uno sciopero nazionale dal 21 novembre al 2 dicembre 2011.

La decisione è maturata nel corso del direttivo congiunto tenutosi a Roma, presieduto dai giudici Mariaflora Di Giovanni, Gabriele Di Girolamo, Gabriele Longo, Enzo Crasto e Alberto Rossi.

Le organizzazioni sindacali denunciano soprattutto la riapertura dei concorsi dei giudici di pace in carenza di riforma della Giustizia di Pace, volta a superare l’attuale situazione di precarietà della categoria che presuppone necessariamente il riconoscimento della rinnovabilità dei mandati sino a 75 anni e delle tutele previdenziali, retributive ed ordinamentali previste dalla Costituzione; l'errata rideterminazione delle piante organiche per 4700 posti in costanza di legge delega al Governo per la soppressione di tutti gli uffici non circondariali, cui consegue la non rinnovabilità dei mandati per i giudici in servizio. Ancora, sotto accusa, l'aumento delle competenze che, nel corso degli anni ha modificato, di fatto, la figura dei giudici di pace, che deve necessariamente accompagnarsi al riconoscimento di uno status giuridico qualificato e certo
della magistratura di pace e ad una revisione delle piante organiche sul territorio nazionale.

"Lo sciopero unitario e totale della categoria - si legge nel documento - è necessario per dar forza alle richieste che le rappresentanze istituzionali dei giudici di pace si apprestano ad esporre al nuovo governo".

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