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I docenti universitari tornano a scioperare: salta un appello della sessione estiva alla d'Annunzio

Non si ferma il "Movimento per la dignità della docenza universitaria", che aveva già adottato un'iniziativa simile in autunno. Professori e ricercatori chiedono concorsi e lo sblocco degli scatti stipendali

Dopo la sessione autunnale di esami, anche quella estiva rischia di svolgersi con qualche intoppo all'università d'Annunzio. Docenti e ricercatori che aderiscono al "Movimento per la dignità della docenza universitaria", infatti, hanno indetto una nuova protesta, sulla scia di quella già avviata l'anno scorso. E, per l'inizio della sessione estiva, si asterranno dal tenere gli esami di profitto in una data, dal 1° giugno al 31 luglio, ossia l'intera durata del periodo dedicato agli esami. 

Il Movimento, diffuso capillarmente in tutta Italia, è nato per protestare contro il blocco degli scatti stipendali della docenza universitaria in corso dal 2011. Ovviamente, la protesta verrà meno in caso di risposta efficace da parte del futuro Governo. 

Finora hanno sottoscritto l'appello allo sciopero una novantina tra docenti e ricercatori dell'ateneo teatino, anche se non è detto che tutti parteciperanno effettivamente alla protesta, così come non è escluso che scioperi chi non ha invece firmato. Nel caso di adesione, i docenti salteranno la prima data degli appelli previsti, dunque l'esame si potrà sostenere in quella successiva. In ogni caso, sarà garantito almeno un appello a sessione. 

Oltre agli scatti stipendiali, i docenti chiedono uno stanziamento di 80 milioni di euro per incrementare il “Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio” per gli studenti universitari. Inoltre, rivendicano l'organizzazione di concorsi, che reclutino 6mila nuovi professori associati, 4mila ordinari, perlopiù per cambi di fascia o ruolo, e 4mila ricercatori di tipo B. 

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