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15 ore al giorno senza acqua: la delegazione dello Scalo incontra il sindaco, che chiede un nuovo serbatoio all'Aca

Protesta civile, ma decisa, quella di una ventina di cittadini, che chiede a Di Primio una soluzione definitiva contro i rubinetti a secco

Come avevano annunciato qualche giorno fa, i cittadini di Chieti Scalo sono andati in Comune a chiedere conto di ciò che accade da tempo, nelle loro case: rubinetti a secco fino a 15 ore al giorno.

Qualche cartello al collo, toni educati ma decisi, hanno chiesto di essere ricevuti dal sindaco Umberto Di Primio per raccontargli quanto sia difficile, in casa propria, una vita normale, con un filo d'acqua o la pressione a zero. Un disagio enorme, che si traduce nell'impossibilità di fare una doccia, lavare i piatti, far partire una lavatrice o addirittura la caldaia. "Per lavarci facciamo scaldare l'acqua con le pentole, come in guerra". 

Di Primio, ammettendo che si tratta di una situazione insopportabile, insieme all'assessore ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice, si è impegnato a sollecitare l'Aca, affinché aumenti la portata d'acqua nel serbatoio di via Orsogna, che serve le zone in cui il disagio è maggiore. 

"Ma è una soluzione temporanea - ha spiegato - l'unica definitiva è la costruzione di un nuovo serbatoio, che solleciterò l'Aca a programmare". Dal canto suo, il sindaco si è messo a disposizione dei cittadini "per qualunque iniziativa vogliate intraprendere": 

Intanto il consigliere comunale del Pd Alessandro Marzoli torna a chiedere un consiglio comunale straordinario, da tenersi a Chieti Scalo, sul tema dell'acqua. "La pressione tornata in questi giorni - dice - è un segnale positivo, ma non sufficiente". Per lui, è importante invitare in una seduta pubblica anche l'Aca,  "per prevenire nuovi e futuri disagi. Siamo al 100% al fianco dei cittadini che oggi si sono fatti giustamente sentire in Comune".

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