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Sanitopoli: pena più mite per Del Turco, prescrizione per Angelini

Le richieste di condanna del procuratore generale della Corte d'Appello dell'Aquila, Ettore Picardi, al termine della requisitoria durata due ore. Il processo sulla Sanitopoli abruzzese che nel 2008 fece cadere l'allora Giunta regionale di centrosinistra guidata da Del Turco

Pene più miti sono state chieste dal procuratore generale della Corte d'Appello dell'Aquila, Ettore Picardi, nell'ambito del processo sulla Sanitopoli abruzzese che nel 2008 fece cadere l'allora Giunta regionale di centrosinistra.

Per l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, arrestato assieme ad alcuni suoi assessori e condannati in primo grado per associazione per delinquere, corruzione, concussione, tentata concussione e falso e condannato in primo grado a 9 anni e sei mesi, sono stati chiesti sei anni e sei mesi; per Luigi Conga (9 anni in primo grado), sei anni, per Camillo Cesarone (9 anni) sei anni e sei mesi, per Lamberto Quarta (6 anni e sei mesi) 5 anni e sei mesi, per gli ex assessori Bernardo Mazzocca (due anni) e Antonio Boschetti (quattro anni e sei mesi), rispettivamente un anno e due mesi e tre anni. Per l'ex parlamentare di Fi, Sabatino Aracu (4 anni), assoluzione da una imputazione e prescrizione per un'altra.


Pugno duro del procuratore generale invece, verso quattro imputati che erano stati assolti: per Gianluca Zelli, all'epoca dirigente amministrativo del gruppo Villa Pini, è stata chiesta la pena di 4 anni e sei mesi e settemila euro di multa; per Sandro Pasquali, ex capo della struttura legale della Regione Abruzzo, ula pena di un anno e due mesi; per Giampiero Di Cesare, ex direttore del settore santà della Regione, un anno e due mesi; per Fabio De Concilio, bancario, dieci mesi di reclusione; mentre per l'ex direttore dell'agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao, condannato in primo grado a due anni, il pg ha chiesto la condanna a un anno e due mesi.
 

Invece Vincenzo Maria Angelini, imputato e grande accusatore di Del Turco, esce dal processo per avvenuta prescrizione: condannato in primo grado alla pena di 3 anni e mezzo di reclusione per corruzione, abuso d'ufficio, truffa e falso, il pg ha pronunciato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nell'ambito del processo in secondo grado su presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese

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