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Sanità, la maggioranza chiede la salvaguardia dei posti letto nella Asl chietina

In una conferenza stampa il sindaco, la giunta e i consiglieri di centro-destra hanno ribadito quanto già espresso nel documento approvato mercoledì in consiglio comunale

Un appello affinché la Regione coinvolga i territori interessati nella programmazione sanitaria e perché restituisca alla città di Chieti e all’intera provincia i 41 posti letto per acuti persi con i trasferimenti alle cliniche private e i 126 in totale, compresi quelli post acuzie. Queste le richieste del centrodestra all’ente regionale, avanzate già nel documento approvato mercoledì (9 marzo) in consiglio comunale e ribadite questa mattina (venerdì 11 marzo) nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il sindaco Umberto Di Primio, il presidente del consiglio Liberato Aceto, alcuni esponenti della giunta e consiglieri di maggioranza. 

Il sindaco ha elogiato i suoi per il documento stilato dopo il consiglio straordinario sulla sanità di gennaio, e lo ha condiviso in pieno, ribadendo di pensare solo al “bene del mio territorio”. 

“La questione più importante da affrontare - ha detto - è il trasferimento dei posti letto da una Asl all’altra, da quella di Lanciano-Vasto-Chieti a quella di Pescara. Su questo punto che il Consiglio Comunale chiede l’attenzione della Regione con l’istituzione di un tavolo tecnico del quale faccia parte anche il Comune che ha il diritto di sapere cosa viene deciso sul proprio territorio. Se la Regione decide di autorizzare lo spostamento di 41 posti letto di chirurgia e 126 posti in generale fra chirurgia e post acuzie in altra Asl, è evidente che sta falsando e rendendo disomogeneo il rapporto che c’era sul territorio tra quei posti letto e la popolazione”. Di Primio chiede che la Regione tenga conto delle effettiva necessità del territorio, senza ulteriori scippi di posti letto. 

In merito al project financing sul nuovo ospedale, il sindaco si dice favorevole, purché che quei fondi vengano destinati al presidio di Colle dell’Ara, e non ad uno fuori dal territorio teatino, “a patto che ci venga detto quanti posti letto sono previsti e che tipo di servizi devono rendere redditizia l’iniziativa di carattere immobiliare”.

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