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"Sanità in appalto": l'Usb torna a protestare davanti al policlinico

Consegnato al direttore un dossier “che dimostra quanto e come vengono puntualmente traditi i capitolati degli appalti e come non vengono rispettati i contratti collettivi nazionali"

Terzo presidio di protesta ieri mattina davanti alla palazzina della direzione sanitaria della Asl di Chieti, da parte di una delegazione dell’Usb per chiedere partecipazione al tavolo dei lavoratori sull’appalto mensa.

“La promessa di una convocazione ufficiale d’incontro, previsto per oggi 6 aprile 2018, dichiarata dal direttore generale della Asl Pasquale è stata tradita da lui stesso – fa sapere la delegazione - Se la credibilità dell'operato della Asl, riguardo il controllo degli appalti relativi ad i servizi sanitari esternalizzati, è pari alla serietà con la quale il direttore fissa degli impegni riguardanti proprio la gestione di questi ultimi, significa che chi comanda in Asl2 non è il direttore generale, bensì le stesse aziende e cooperative private affidatarie d’appalto.
Significa che la sanità pubblica nella nostra provincia e nella nostra regione verte in condizioni davvero pessime”.

Quindi il presidio di protesta per poi consegnare al direttore i dossier “che dimostrano quanto e come vengono puntualmente traditi i capitolati degli appalti e come non vengono rispettati i contratti collettivi nazionali, già pessimi e non idonei, applicati ai lavoratori. Siamo quindi portati a pensare che Flacco abbia paura di affrontare le aziende e cooperative appaltatrici; oppure, ancora peggio, che non sia in grado di risolvere i danni provocati al servizio sanitario pubblico dalla preoccupante superficialità con la quale sono stati gestiti finora gli appalti, determinando nel tempo una subalternità della Asl  nei confronti di queste ditte esterne”.

Il direttore sanitario Orsatti ha invitato l’Usb all’incontro di martedì all’ispettorato del lavoro, in mattinata la delegazione è  riuscita ad incontrare l’ufficio del governo delle forniture e dei servizi in appalto

“Non ci fermeremo fino a quando non vedremo risolti questi gravi problemi – assicurano - Ci rivolgeremo a chiunque: forze politiche, associazioni e liberi cittadini, ribadendo le nostre proposte, cercando di fare luce sulla preoccupante condizione della sanità in Provincia di Chieti ed in Abruzzo. Vogliamo che la sanità pubblica funzioni davvero come previsto dalla Costituzione, senza sperperi di denaro pubblico, senza ingiustizie e sfruttamento. Vogliamo che lavoratori e cittadini vengano rispettati, non vogliamo mica la luna”.

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