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I Comuni devono quasi mezzo milione agli Istituti Riuniti: 60 dipendenti a rischio

I sindacati tornano a denunciare una situazione che dura dal 2014. Principale debitore è il Comune di Chieti, che deve versare più di 100mila euro

La situazione degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista ha raggiunto un livello di gravità ormai insopportabile: l’ente attende 450mila euro da parte dei Comuni abruzzesi, perlopiù di compartecipazione alle spese sanitarie. Una somma cresciuta a dismisura negli anni e oggi diventata un macigno per l’istituto in cui operano 60 persone, che dà assistenza a 110 pazienti. 

L’ennesima denuncia congiunta dei sindacati è arrivata ieri, in un incontro con la stampa a cui hanno partecipato i rappresentanti della Rsu Rosalia Pini, Gabriele Mancini, Annarita Salvati, Patrizia Paolini, Emma De Vincentiis e i sindacalisti Michele Tosches e Vincenzo Traniello (Cisl), Giordano Di Fiore (Fials), Fiorella Colantoni (Cisas), Andrea De Lutiis (Cgil), Leonardo De Gregorio (Ugl). 

Da mesi, i sindacati hanno sollevato la questione all’attenzione del prefetto Antonio Corona, ma, lamentano, non c’è stato un intervento decisivo che risolvesse la situazione e obbligasse i Comuni a pagare, mentre stanno per partire decreti ingiuntivi.

A questo punto, si dicono pronti a rivolgersi al ministero e alla Corte dei Conti, visto che, come detto, la situazione è gravissima. I debiti contratti dai Comuni risalgono addirittura alle spese relative all’anno 2014, per 27mila 296 euro. Quasi 50mila euro sono i denti maturati dagli enti locali nel corso del 2015, mentre per il 2016 si arriva addirittura a 84mila 722 euro, che salgono a 286mila 144 per l’anno scorso. 

Il Comune di Chieti è quello che ha maturato il debito più consistente per il 2017: più di 100mila euro; Lanciano si ferma a 22mila. Ortona e Teramo, che devono rispettivamente circa 30mila e quasi 17mila euro, hanno rifiutato di pagare, ritenendo le fatture “viziate da questioni burocratiche”. 

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