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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Ist. Riuniti "San Giovanni Battista": sfiduciato il presidente Recubini

Il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo ha presentato una risoluzione. Intanto l'arrivo di nuovi profughi. IdeAbruzzo: "Non si continui a giocare con l'emergenza rifugiati. C'è il rischio di depauperare le professionalità dei 72 dipendenti"

Sfiducia nei confronti del presidente della casa di riposo San Giovanni Battista di Chieti Dario Recubini e rimozione dello stesso. Lo chiede il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo che ha presentato una risoluzione al Governatore D’Alfonso.

“La casa di riposo San Giovanni Battista di Chieti - spiega Febbo - è stata ultimamente al centro delle cronache locali ed esiste già un’interrogazione riguardante tale struttura per chiarimenti in merito ad un avviso pubblico inerente la ricerca delle professionalità. E’ stata inoltre presentata una risoluzione urgente per inerente la Delibera n.22 del 13.03.2015 in merito la procedura di prima accoglienza della stessa struttura, che tanto clamore ha suscitato per la scelta operata dal Consiglio di amministrazione con a capo il presidente Recubini. Lo stesso ha pubblicamente ammesso di essere stato lui a dare disposizioni in merito all’accoglienza dei profughi presso il San Giovanni Battista disponendo, conseguentemente, la partecipazione della struttura al bando richiamato. Il Presidente della casa di riposo non è a conoscenza di quanto previsto dall’art.1 dello Statuto che recita nelle finalità: “[…] Sono quindi accolti nell’Albergo di mendicità tutt’i poveri d’ambo i sessi, impotenti a vivere col mezzo delle proprie fatiche, o perché destituiti di forze per vecchiezza o per sofferte malattie, o perché offesi od impediti nella persona, o nella mente”, mentre  l’art. 4 dello Statuto recita: “Per i poveri della provincia di Abruzzo Citeriore è eretto in Corpo morale il Ricovero di Mendicità fondato in  Chieti dalla provincia”.

Per Febbo è necessario considerare che la struttura ha una vocazione assistenziale in accreditamento sanitario regionale ma con personale senza esperienza nell’accoglienza dei profughi. "Non esiste, tra l’altro, una relazione che valuti e attesti la portata in termini economici dell’operazione- aggiunge -  Infatti, la retta corrisposta per l’accoglienza dei profughi è di poco meno di 50 euro rispetto alla retta per l’assistenza sanitaria, solitamente di circa 90 euro. Il Presidente Recubini – conclude Febbo - è stato clamorosamente smentito e sfiduciato dallo stesso Presidente D’Alfonso (azionista di maggioranza dell’Istituto) precipitosamente accorso a Chieti domenica 19 aprile scorso e per questo, viste le evidenti falle nel suo operato, ritengo sia assolutamente necessario rimuoverlo dall’incarico”.

NUOVI SBARCHI Intanto è notizia di ieri l'arrivo di altri 320 profughi provenienti da Agrigento e che saranno sistemati equamente nelle strutture di accoglienza individuate dalle quattro prefetture regionali. I primi 25 saranno ospitati nella provincia dell'Aquila.

MARCOTULLIO - E sul ruolo del "San Giovanni Battista" interviene di nuovo anche il candidato sindaco Donato Marcotullio di ideAbruzzo: "La nostra posizione non cambia: la struttura deve mantenere il ruolo che le compete e per cui sono stati investiti tanti denari pubblici ovvero denari nostri - sostiene -  Piuttosto ci chiediamo quali motivazioni ostano lo sviluppo dei servizi proposti. Da anni assistiamo ad un progressivo e repentino impoverientodella struttura. I fruitori dei servizi dopo la dimissione dalle strutture pubbliche dove vengono indirizzati? Le domande sono tante. Troppe. Non si continui a giocare con l'emergenza rifugiati. Non è un'emergenza che compete all'Istituto San Giovanni Battista. Nemmeno per valore economico. Ancor più per il rischio di depauperare le professionalità dei 72 dipendenti".

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