Salvo il raccordo ferroviario Piana Sant'Angelo-Vasto-San Salvo

L'annuncio dal sottosegretario alla presidenza Camillo D'Alessandro dopo la riunione di oggi in Regione. L'ente si è detto ad investire, per l'importanza strategica di un'infrastruttura che nel periodo precedente la crisi ha avuto notevoli volumi di traffico

Camillo D'Alessandro

Il raccordo ferroviario Piana Sant’Angelo-Vasto-San Salvo, non sarà smantellato come si temeva. La buona notizia è arrivata dopo la riunione di questa mattina (mercoledì 21 gennaio), nella sede pescarese della Regione, fra il sottosegretario alla presidenza Camillo D’Alessandro, il neo direttore della Direttrice Adriatica Rfi Roberto Larghezza, il presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo, il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, il presidente del consiglio comunale di San Salvo Eugenio Spadano e Adriano Marzola del Cda dell’Arap.

Il raccordo è stato salvato valutando l’attuale domanda dei treni, anziché quella potenzialmente attivabile nel breve, medio e lungo periodo. La Regione, che ha assunto la regia, dovrà ora procedere alla ricognizione della domanda di treni potenzialmente attivabile nel tempo. “In passato – spiega Camillo D’Alessandro – nel periodo pre-crisi, abbiamo registrato volumi di traffico tali da giustificare la presenza del raccordo ferroviario”. Nel 2003 sono transitati 2.590 carri, pari a circa 150-230 treni, nel 2004, invece, 2.112 carri, nel 2005 2.063, nel 2006 1.448 carri, nel 2007 1.094 carri, nel 2008 582 carri, nel 2009 299 carri e nel 2010 appena 3. Numeri riferibili ad alcune fra le più importanti aziende del territorio.

Scongiurato, per ora, il pericolo di smantellamento, l’allerta resta alta, perché una possibilità del genere non è ancora del tutto esclusa. “Ora – annuncia D’Alessandro – dobbiamo lavorare anche con Sangritana e con la futura società unica dei trasporti per offrire servizi competitivi, capaci di stimolare la domanda. Vogliamo escludere, in sostanza, l’assurda condizione per cui oggi che non c’è domanda si smantelli l’offerta e domani, di fronte ad una nuova domanda, non ci sia più nulla da offrire”.

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La Regione ha annunciato di essere disponibile a investimenti per l’estensione del binario del porto di Vasto, sia con risorse proprie, che tramite quelle a disposizione di Rfi. “Collegare lo scalo portuale – dice D’Alessandro – al raccordo ferroviario, significa anche generare domanda potenziale dei treni per l’area industriale dell’entroterra vastese”.

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