Cronaca

"Ciao zio", le prime parole di Samuel mentre si spera per i suoi genitori

Il piccolo è ricoverato da ieri all'ospedale di Pescara, dove per tutta la notte lo ha assistito al nonna materna, con l'aiuto degli psicologi

"Ciao zio...". Sono le prime parole che Samuel Di Michelangelo, 7 anni, il bambino estratto vivo dalle macerie dell'Hotel Rigopiano, ha detto allo zio Alessandro, agente della Digos di Chieti, che ieri l'ha scortato con i soccorritori nell'ospedale di Pescara. "Gli ho chiesto 'vengono mamma e papà?' - racconta l'agente all'Ansa- e lui ha fatto sì con la testa. Ma gli psicologi mi hanno subito bloccato, e spiegato che i bambini sotto choc possono annullare uno spazio temporale nella loro memoria".

Il piccolo è ricoverato da ieri (venerdì 20 gennaio) all'ospedale di Pescara, dove per tutta la notte lo ha assistito al nonna materna, con l'aiuto degli psicologi. "I medici ci hanno spiegato come comportarci: non dobbiamo fare alcun riferimento specifico alla tragedia, ma lasciare che sia il bambino a raccontare i fatti". Spiega ancora Alessandro Di Michelangelo, fratello del papà di Samuel, Domenico, disperso con la moglie Marina Serraiocco nella slavina che ha distrutto l'albergo di Farindola. "Mio fratello e mia cognata non compaiono nella lista dei superstiti, ma so che i soccorritori continuano a scavare, e voglio continuare a sperare: Domenico e la moglie erano, sono, molto apprensivi con il figlio, 'non andare lì, stai attento, non ti muoverè, spero che anche in quei momenti fossero vicini al bambino".

VIDEO: Il salvataggio dei bambini ospiti dell'hotel Rigopiano

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