"A modo tuo!": i ragazzi dell'Anffas danzando dimostrano che le barriere non esistono

Al Supercinema di Chieti uno spettacolo ricco di emozioni, coreografie e colori che ha conquistato un numerosissimo pubblico

Riduttivo parlare di saggio. Uno spettacolo vero, quello che ha visto protagonisti ieri, in un Supercinema affollato a Chieti, i ragazzi dell’Anffas. Uno spettacolo fatto di luci, coreografie, emozioni, sorrisi, con la regia impeccabile di Matteo Schiazza. La presentazione è affidata al giornalista Paolo Castignani. Il palcoscenico è tutto per loro. Si danza, ognuno a modo suo, ma il messaggio è profondo. Se dici “Ce la posso fare” la forza arriva e puoi superare qualsiasi barriera.

I ragazzi di forza ne hanno per danzare, leggeri e bellissimi, di quella bellezza che viene da dentro e che non ha rivali. La sedia, quella sedia che spesso per molti significa privazione, immobilità, cambia funzione, cambia significato, diventa di volta in volta la sedia dell’allegria, del coraggio, dei ricordi, del volo della fantasia, della dolcezza, della resilienza, del coraggio. Trascinano il pubblico con il loro spettacolo, con i loro sguardi. C’è spazio anche per un tg satirico ed uno più serio, ovviamente curati dai ragazzi, impegnati durante l’anno in un laboratorio sperimentale di giornalismo. 

Spunti interessati dai rappresentanti Istituzionali, presenti, tra gli altri, il sindaco di Chieti Umberto di Primio, l’arcivesco di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte, l’arcivescovo di Rieti Domenico Pompili, il presidente di Chieti Solidale Angelo Romano, il questore di Chieti Raffaele Palumbo, il presidente dell’Anffas Chieti, Garbiella Casalvieri. 

“Abbiamo mantenuto gli impegni presi nel durante noi - ha detto il sindaco Umberto Di Primio - daremo tutto quello che possiamo in questo momento e non vogliamo fermarci. Vogliamo rendere il centro Rosa Blu il centro del dopo di noi. C’è una legge in questo senso, ma non ci sono finanziamenti, noi vogliamo andare oltre questo aspetto vogliamo lavorare per trovare garanzie atte a creare un fondo pubblico volto a tutelare i ragazzi anche nel loro domani”.

Saluti, dal palco, anche dal presidente di Chieti Solidale Angelo Romano: “La nostra vicinanza - ha detto - è massima ed è testimoniata dal nostro lavoro ma va oltre, è fatta di telefonate, gesti, è fatta di un impegno che ci porterà ad ottenere insieme alle Istituzioni risultati importanti”. L’arcivescovo di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte ha parlato invece di fede e di coraggio: “Conosco la Presidente dell’Anffas da 13 anni. Ha grandissimo coraggio, la fonte di questo coraggio è la fede unita ad un amore grande per tutti i ragazzi che sono, per lei come per gli altri operatori, tutti figli. Seguo sempre l’Anffas con affetto, attenzione e con la preghiera”.

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La presidente Anffas Gabriella Casalvieri, padrona di casa di una serata che ha mostrato concretamente come la disabilità possa essere vista da un’altra prospettiva, ha dimostrato che uno sguardo d’amore cura sempre, ha chiuso i saluti: “Ringrazio Padre Bruno Forte, il sindaco Umberto Di Primio, il presidente di Chieti Solidale Angelo Romano e le istituzioni, per la loro vicinanza. L’Anffas funziona perché è gestita da noi genitori, davanti ad un figlio disabile non si può sbagliare e, se lo si fa, lo si fa in modo inconsapevole. Ringrazio nuovamente il sindaco perché ha mantenuto gli impegni sul durante noi, ed oggi i ragazzi, a rotazione, una volta a settimana possono anche dormire nel centro, un ulteriore modo per dare un po’ di sollievo alle famiglie. Ora continua la nostra battaglia per il dopo di noi: i ragazzi non possono finire in un istituto. Siamo pronti a collaborare con Chieti Solidale per la realizzazione di una casa famiglia. Continueremo a lottare anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei condomini. Voglio chiudere con un invito. In strada, durante la giornata, quando li incontrate, guardate questi ragazzi con lo sguardo dell’amore. Ogni disabile è nostro figlio, cercate di amarli per quello che potete”.

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