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Sabino Esplodenti: i lavoratori incontrano il procuratore, la fabbrica resta sotto sequestro

Gli operai sono senza stipendio da 3 mesi, dopo l'esplosione che ha provocato la morte di tre colleghi. Il capo della procura di Vasto: "L'obiettivo è riaprire in massima sicurezza"

Resta sotto sequestro lo stabilimento di Casalbordino della Esplodenti Sabino, dove a causa di un’esplosione a dicembre sono morti tre operai.

Ieri mattina una delegazione di lavoratori in sit-in davanti al tribunale di Vasto ha incontrato il procuratore Giampiero Di Florio. Sono circa 80 gli operai che non ricevono lo stipendio da tre mesi e che chiedono soltanto di poter tornare a lavorare.

 Il capo della procura di Vasto ha spiegato che il dissequestro dello stabilimento avverrà soltanto quando ci saranno le condizioni di massima scurezza per evitare che accadano altre tragedie del genere.

“La Procura e i provvedimenti presi non sono la causa dei loro problemi ma eventualmente l'effetto di quanto accaduto” ha spiegato il pm all’Ansa, aggiungendo che “gli accertamenti devono essere veloci, ma bisogna farli. Bisogna rispettare le regole e intervenire quando ci sono degli errori. Mi impegno a chiudere il prima possibile questo processo".

Dopo la tragedia dello scorso dicembre, la procura vastese ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disastro e danno colposo e iscritto sul registro degli indagati tre vertici della Esplodenti Sabino e la società per illeciti amministrativi dipendenti da reato.
   
 

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