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A Rocca San Giovanni arriva una discarica di rifiuti con l'amianto

Il Wwf: "Invece del Parco Nazionale della Costa Teatina, arrivano discariche" e sollecita l’amministrazione comunale

Una nuova discarica starebbe per arrivare sulla costa teatina, a Rocca San Giovanni, e il Wwf, che ha presentato delle osservazioni per scongiurare l'iniziativa, spiega che si tratta di rifiuti cementizi e resinoidi contenenti amianto.

La discarica di Rocca San Giovanni, con capacità utile pari a 210.000 m3 di rifiuti da costruzione contenenti amianto legato che secondo la ditta proponente, la RSG S.r.l., dovrebbe rappresentare uno strumento di riqualificazione ambientale, poiché si accollerebbe la chiusura e il recupero della discarica che stoccava rifiuti speciali già esistente nello stesso sito, di proprietà della SMI di Marrollo, chiusa nel 1997. L’area confina con la Riserva Regionale Grotta delle Farfalle e con l’omonimo Sito di Interesse Comunitario, SIC IT7140106.

"L’impianto proposto dalla RSG, - spiega Fabrizia Arduini, presidente Wwf Zona Frentana e Costa Teatina - arriva dopo il previsto esaurimento a breve della discarica di cemento amianto ad Ortona la cui capacità utile, pari a 245.000 m3, è quasi al capolinea, per buona pace di chi senza nemmeno leggersi il progetto, affermava che era fondamentale considerare la presenza a Ortona di una discarica già attiva in grado di contenere tutto l’amianto regionale. È bene ricordare che proprio nella fase di opposizione alla discarica nella città di Tosti, nata prima del terremoto dell’Aquila, il Wwf e il comitato di residenti NADA, attraverso una grande mobilitazione, chiesero a gran forza di vietare definitivamente con una legge regionale di localizzare questo genere di discariche in mezzo alle campagne, sia perché i controlli sono più difficoltosi, sia considerando che tali discariche rappresentano soltanto una soluzione provvisoria del problema, che viene lasciato in eredità alle future generazioni, essendo la fibra di amianto eterna. Purtroppo l’inerzia della classe politica fece sì che la legge da noi richiesta venisse approvata solo quando l’iter amministrativo era già concluso, e Ortona si ritrovò comunque ad avere in casa un impianto così controverso, in un area non meno suggestiva di quella di Rocca San Giovanni, basti pensare che la chiamavano la valle delle fonti".

Anche stavolta il Wwf ha inserito nelle osservazioni seri motivi di contrasto al fine di evitare che si insedi l'impianto di rifiuti contenenti amianto.

"Ora l’amministrazione comunale di Rocca San Giovanni insieme a quella di San Vito Chietino, dimostrino la loro determinazione nel difendere un bene prezioso come il SIC Fosso delle Farfalle - chiede Arduini -  pretendendo attraverso la normativa a disposizione dalla SMI di Marrollo, che ha ben guadagnato nella gestione della vecchia discarica di rifiuti speciali in località Fontanelli, gli interventi di recupero ambientale. In quell’area secondo i dati ARTA solo di fanghi industriali, ne sono stati stoccati ben 13649,75 tonnellate nel 1997. Quella che si chiama, una bomba ecologica, il cui onere economico ed ambientale non deve essere lasciato come spesso accade sulle spalle delle generazioni presenti e future.

E intanto - conclude - ancora una volta chiediamo alla politica nazionale e regionale una risposta chiara e veloce sul Parco Nazionale della Costa Teatina, senza tanti giri di parole".

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