Il bombarolo è scappato: Roberto Di Santo in fuga dalla struttura che lo ospitava

A gennaio 2013 seminò il panico con vari incendi dimostrativi, persino al tribunale di Chieti. Oggi si è allontanato dalla casa di cura di Rosello

Nel gennaio 2013 seminò il panico in mezzo Abruzzo, riuscendo per una decina di giorni a compiere i suoi atti incendiari senza essere scovato. E oggi Roberto Di Santo, il "bombarolo" di Roccamontepiano che, fra le altre cose, diede fuoco a un'auto davanti al portone del tribunale di Chieti, è sparito dalla casa di cura Il Quadrifoglio di Rosello in cui era ospitato in libertà vigilata. 

Come racconta il quotidiano Il Centro, Di Santo, che oggi ha 64 anni, nella giornata di lunedì sarebbe andato a fumare, facendo poi perdere le sue tracce. Ancora una volta, come nel gennaio di sei anni fa.

La vicenda del "bombarolo" inizia quando l'uomo realizza un ordigno, poi rivelatosi innocuo, per cercare di far saltare in aria una villetta di Cepagatti. Qualche giorno dopo, però, l'atto che concentra su di sé l'attenzione della cronaca, il rogo al palazzo di giustizia di Chieti

Il 16 gennaio, un rogo scoppia in una ex casa famiglia di Madonna degli Angeli, quartiere che Di Santo conosceva bene e dove era molto conosciuto, tanto che i conoscenti, pur chiedendogli di costituirsi, come pure fa la sorella in un appello video, lo difendono.

Intanto, Di Santo torna a farsi vivo: con i capelli tagliati e camuffato a dovere, in bicicletta arriva davanti alla sede dell'emittente televisiva Rete 8, in viale Abruzzo, allo Scalo, per consegnare dei dvd con videomessaggi. Messaggi inquietanti, a tratti deliranti, per chiedere giustizia e annunciare azioni dimostrative. 

Finché, il 18 gennio 2013, la fuga finisce: il "bombarolo" viene trovato nelle campagne di Rosciano, poco distante da Chieti Scalo, in un casolare abbandonato. Ha nascosto il suo camper sotto un tetto, sgonfiando addirittura le gomme per farlo entrare nel nascondiglio. È riuscito a sopravvivere al freddo dell'inverno grazie a una bombola di gas, generi alimentari, un computer portatile, cd rom e trucchi per camuffarsi.

Ora, però, la fuga è ricominciata.

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