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Riunione in prefettura per Teateservizi, il sindaco: "Necessario l'efficientamento"

L'amministrazione non vuole sciogliere la società municipalizzata, ma ci sono molte criticità nel suo funzionamento

Riunione in prefettura, questa mattina (lunedì 21 marzo) per discutere del futuro di Teate Servizi, azienda municipalizzata in stato di agitazione da qualche settimana a causa del precariato persistente per i circa 50 dipendenti. 

Dopo una prima riunione, lunedì scorso, oggi anche il sindaco Umberto Di Primio è stato convocato dal prefetto. “Un confronto positivo - ha commentato - cui farà seguito un ulteriore incontro, nel corso del quale ho rimarcato le evidenti criticità che contraddistinguono l’attività gestionale della società partecipata. L’interesse dell’amministrazione comunale è quello di non mandare a casa nessuno, anche per non gravare sulla già pesante situazione occupazionale cittadina, ma è inevitabile che il futuro dell’azienda, anche alla luce dell’articolo 4 della legge Madia, passa per un ulteriore piano industriale e per l’efficientamento dei servizi di riscossione, bollettazione, informatizzazione e riqualificazione degli addetti ai servizi”. 

All’incontro hanno partecipato anche il viceprefetto Domenica Calabrese, il capo di gabinetto del prefetto Valentina Italiani, i rappresentanti sindacali, l’amministratore unico di Teateservizi Valerio Visini e i rappresentanti della Direzione Territoriale del Lavoro.

“Escluderei l’ipotesi di scioglimento della società - aggiunge il sindaco - ma, nel corso del tavolo tecnico, ho voluto richiamare l’attenzione su alcuni degli elementi di preoccupazione per l’amministrazione relativi alla Teateservizi. I dati da me enunciati mostrano, infatti, che oggi la società non funziona e non produce come dovrebbe. A tal proposito, ho riferito quanto contenuto nelle note del segretario generale del Comune e del ministero del’Economia e delle finanze che, già nell’ottobre 2011, evidenziavano evidenti inefficienze relative all’attività di riscossione e gestione delle entrate tributarie ed extra tributarie. Elemento, questo, che sta determinando le gravi difficoltà di gestione del bilancio comunale anche alla luce delle continue anticipazioni di cassa”.

Il sindaco lamenta una “inefficienza drammatica sotto il profilo degli strumenti utilizzati, dei software di gestione, del sistema di raccolta dei dati, di taluni servizi erogati al limite del valore di mercato nonché sotto il profilo della riscossione dei tributi, aspetto evidenziato anche dalla sezione di controllo della Corte dei Conti che ad ottobre 2015, riguardo al rendiconto 2013, ha rilevato una capacità di riscossione pari solo al 57%, dato molto inferiore rispetto alla media dei Comuni abruzzesi”.

“Sul personale - conclude - dobbiamo tener conto dell’approvato passaggio della gestione delle reti idriche all’Ato, che comporterà il relativo trasferimento di alcuni dipendenti, e delle modifiche legislative in materia di riscossione dei tributi su cui i Comuni avranno minori competenze. Ecco perché quando mi viene chiesto di assumere anche in virtù delle nuove leggi sul lavoro, rispondo che le agevolazioni del jobs act sono limitate nel tempo e non risolutive”.

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