Ritardi asili nido, la protesta dei genitori al Peter Pan

Stamattina mamme e papà si sono presentati puntuali alle 9, ma ovviamente non è stato permesso loro di entrare per l'inserimento. Al momento non c'è ancora una data certa per l'inizio delle attività

Come annunciato qualche giorno fa, questa mattina (lunedì 19 settembre) i genitori dei bambini dell’asilo nido Peter Pan di Madonna delle Piane si sono presentati puntuali, alle 9, a scuola per l’inserimento. E, come previsto, non è stato consentito l’ingresso a chi avrebbe invece dovuto cominciare l’inserimento, così hanno inscenato una protesta simbolica davanti all’edificio per i ritardi. 

Al momento, non c’è alcuna certezza sulla data in cui finalmente i loro bambini - 17 piccoli di età compresa fra i 3 mesi e i 36 mesi, a cui si aggiungono quelli degli altri nidi comunali - potranno finalmente iniziare le attività, nonostante le rette siano già state saldate entro il 5 settembre scorso. 

“Le maestre non si espongono e ovviamente non spetta a loro darci spiegazioni - dicono i genitori - ma è grave che ci sia un tale disservizio: possibile che ci si sia ricordati delle graduatorie per le educatrici soltanto pochi giorni prima dell’inizio? E che il sindaco non sappia quel che fanno gli assessori”. A parte la replica a mezzo stampa dell’assessore alla Pubblica istruzione, infatti, il sindaco ha fornito alcune spiegazioni a genitori che gli hanno scritto in privato su Facebook, garantendo di mettersi al lavoro già da oggi per risolvere il problema e imputando qualche responsabilità alla “sciatteria” di alcuni impiegati e alle difficoltà economiche dell’ente. 

Certo è che, ad oggi, il danno più grave è per le famiglie e per bimbi piccolissimi, che fino a quattro giorni fa pensavano di poter iniziare il nido senza alcun intoppo, dopo aver fatto regolare domanda e pagato il dovuto. Oltre alla retta già saldata, che comunque verrebbe recuperata, almeno stando alle rassicurazioni che arrivano dal Comune, c’è il fatto che i genitori si sono trovati a dover trovare una soluzione in pochissimo tempo. “Non tutti abbiamo nonni o familiari a disposizione - si sfogano - così dobbiamo pagare una baby sitter o una ludoteca, per poter tornare al lavoro. E chi di noi ha preso le ferie proprio per l’inserimento, non sa se potrà farlo ancora una volta decisa la data di inizio delle attività”. 

Storie diverse, ma tutte simili nello stesso disagio evitabile e inaspettato, considerato che le domande per il nido sono state consegnate a giugno. E non va meglio a chi ha già fatto l’inserimento: al momento, sempre per la carenza di educatrici, non è possibile usufruire del tempo pieno. “Parlano di fertility day - si sfogano le mamme - ma poi non mettono le famiglie in condizioni di fare figli perché non ci sono servizi”. 

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