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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Ripascimenti dei litorali, Wwf: "Milioni di euro buttati a mare"

Il WWF ai candidati regionali: bisogna puntare su tutela e gestione della costa con strumenti efficaci e duraturi. Per l'associazione ancora interventi di dubbia utilità e durata sui litorali abruzzesi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Nei mesi scorsi la Giunta Regionale ha approvato una delibera con la quale ha deciso di investire 1,3 milioni di euro per contrastare l’erosione costiera, vero e proprio flagello per moltissimi Comuni abruzzesi. Sulla costa teatina saranno coinvolti Ortona, Fossacesia e Casalbordino, dove si comincerà con l’ennesimo ripascimento.

All’inizio del 2010 criticammo aspramente, insieme ad altre associazioni ambientaliste, la scelta di puntare sul ripascimento come mezzo di contrasto all’erosione costiera. I mesi successivi dimostrarono quanto le nostre perplessità fossero fondate. Ad ottobre dello stesso anno, poco meno di 5 mesi dalla fine delle operazioni di ripascimento e prima ancora dell’arrivo delle prime vere mareggiate autunnali ed invernali, ben 10 metri dell’arenile erano già stati erosi (tra l’altro proprio in corrispondenza di alcuni dei principali stabilimenti balneari).

Conserviamo ancora le foto dei rilevamenti effettuati da nostri attivisti. Va sottolineato che le valutazioni ambientali obbligatorie per legge in questi casi prevedono anche una verifica post lavori. La Regione le ha mai effettuate o se ne sono preoccupati solo alcuni privati cittadini?

Dopo due anni nei quali i balneatori di Casalbordino, come quelli di altri Comuni, hanno chiesto disperatamente un intervento duraturo ed efficace per il litorale, ormai totalmente eroso e ridotto vistosamente anche rispetto al periodo precedente al ripascimento del 2010, si è arrivati a ridosso della stagione estiva senza aver risolto il problema, e come al solito l’unica soluzione possibile appare essere un nuovo ripascimento (altri 100.000 euro da buttare in mare…).

L’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina torna a chiedere di abbandonare la strada della continua “emergenzialità” e degli interventi di brevissima (e anche dubbia, visto che rischiano addirittura di aumentare i fenomeni erosivi) efficacia. Questa mancanza di pianificazione non giova a nessuno, porta solo ad immensi esborsi di fondi da parte della collettività per interventi che durano al massimo un’estate. Il problema erosivo è complesso e necessita di un approccio su larga scala e lungimirante, come quello indicato dal modello GIZC (Gestione Integrata della Zona Costiera), un modello di cui la Regione Abruzzo è stata pioniera negli anni ’90 con il progetto R.I.C.A.M.A., per poi abbandonarlo nei cassetti. Un modello di gestione raccomandato dall’Europa e già adoperato con successo in tante regioni italiane (come Marche, Emilia Romagna, Toscana e Lazio).

Auspichiamo che la futura Giunta Regionale voglia seguire l’approccio indicato dalla GIZC, per garantire il giusto equilibrio tra sviluppo economico e valorizzazione ambientale, piuttosto che continuare a sperperare soldi nel tentativo di rincorrere le emergenze.

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