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Ripa Teatina diventa set per il film girato on the road solo con la GoPro

Si tratta di "Ferragosto all'italiana", pellicola sui generis, girata on the road, a bordo di una Fiat 500 cabro di colore rosso, ideata e diretta da Christian Canderan, 38 anni, di Meduno (Pordenone)

Nel viaggio dal Friuli Venezia Giulia al Molise, è arrivato anche a Ripa Teatina il set del “road movie” Un Ferragosto all’italiana. Si tratta di una pellicola sui generis, girata on the road, a bordo di una Fiat 500 cabro di colore rosso, ideata e diretta da Christian Canderan, 38 anni, di Meduno (Pordenone), che riprende solo con una GoPro. 

La troupe oggi (mercoledì 31 agosto) si trova in Molise, ad Acquaviva Collecroce (Campobasso), per l’ultimo giorno di riprese. Ma nelle scorse settimana è passata anche per il chietino, facendosi immortalare sul set vicino al simbolo di Ripa Teatina, la statua del pugile Rocky Marciano nel centro del paese e girando anche al ristorante Il dito e la luna. Ripa è stata scelta grazie ai contatti creati con il premio dedicato proprio al boxeur e, in particolare, grazie al gemellaggio con Sequasl. "I produttori del film - spiega l'assessore allo Sport Gianluca Palladinetti - hanno scelto il nostro paese perchè ha dato le origini al grande campione imbattuto, la cui memoria è tenuta viva dal Premio Marciano a lui intitolato. Ringraziamo il regista, i produttori, gli attori e tutto il cast di Un ferragosto all' italiana per aver deciso di girare a Ripa. Il Premio Marciano è anche questo: una vetrina per dare tanta visibilità ad un piccolo paese delle colline teatine".

Il film, in uscita a gennaio, sarà proiettato in anteprima nelle regioni dove è stato girato, compreso l’Abruzzo. Narra il viaggio, fra imprevisti di ogni tipo, di due persone conosciutesi per caso: un anziano avvocato disabile (Vito Zucchi) che a Ferragosto deve raggiungere Acquaviva per un matrimonio, ma trova tutto bloccato per la folla di vacanzieri, e un giovane laureato (Alessio Gambon) che, con l'auto nuova, prima lo accompagna in aeroporto, poi fino in Molise. 

"Ho presentato il progetto alcuni mesi fa, ma non ho avuto nessun aiuto economico - commenta Canderan - A livello organizzativo, invece, ho avuto molto sostegno da parte dei Comuni dove sono state girate le scene".  Quanto all’insolita modalità scelta per le riprese, il regista la spiega così: ”Girare in GoPro è stata una sfida per dimostrare che una storia si può raccontare anche con mezzi semplici. Con questa telecamera sono riuscito a dare al lavoro un taglio veloce".

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