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Tragedia hotel Rigopiano, Procura chiude le indagini per 24 persone e una società

I carabinieri forestali stanno notificando l'avviso di chiusura delle indagini a 25 indagati. Archiviate le posizioni degli ex governatori Del Turco, Giovanni Chiodi e Luciano D'Alfonso

 A distanza di quasi due anni dalla tragedia all'hotel Rigopiano di Farindola, quando una valanga, il 18 gennaio 2017, travolse l'albergo procurando la morte di 29 persone fra ospiti e personale, la procura della Repubblica di Pescara ha chiuso le indagini.

L'avviso di conclusione delle indagini per la tragedia dell'hotel di Rigopiano di Farindola riguarda 24 persone e una società.

i NOMI DEGLI INDAGATI

Tra gli indagati ci sono l'ex prefetto Francesco Provolo, l'ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta.

Le altre persone coinvolte sono i direttori e i dirigenti del dipartimento di Protezione civile, Carlo Visca (direttore del dipartimento dal 2009 al 2012), Vincenzo Antenucci (dirigente Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013); il tecnico del Comune di Farindola Enrico Colangeli; il gestore dell'albergo e amministratore e legale responsabile della società "Gran Sasso Resort & Spa" Bruno Di Tommaso.

E ancora, il dirigente e il responsabile del servizio di viabilità della Provincia di Pescara Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio; l'ex capo di gabinetto della Prefettura Leonardo Bianco; la dirigente dellaPrefettura Ida De Cesaris; il direttore dei Lavori pubblici della Regione Abruzzo, fino al 2014, Pierluigi Caputi; il dirigente della Protezione civile Carlo Giovani; gli ex sindaci di Farindola Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico; il tecnico geologo Luciano Sbaraglia; l'imprenditore che chiese l'autorizzazione a costruire l'albergo Marco Paolo Del Rosso; il direttore della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo Antonio Sorgi; il redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso Spa di intervenire su tettoie e verande dell'hotel, Giuseppe Gatto; il consulente incaricato da Di Tommaso al fine di adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni Andrea 
Marrone; il direttore del Dipartimento opere pubbliche della Regione Abruzzo, Emidio Rocco Primavera; il comandante della Polizia provinciale Giulio Honorati; il tecnico reperibile secondo il piano direperibilità provinciale Tino Chiappino; il responsabile dell'ufficio Rischio valanghe della Regione Abruzzo, fino al 2016, Sabatino Belmaggio; la società Gran Sasso Resort & Spa. 

Per tutti i reati ipotizzati e a vario titolo vanno dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all'omicidio e lesioni colpose, all'abuso d'ufficio e al falso ideologico.

Fra le persone indagate sono state stralciate alcune posizioni per le quali la Procura chiederà l'archiviazione. Si tratta degli ex governatori della Regione che si sono succeduti dal 2007 al 2017 Ottaviano Del Turco, Giovanni Chiodi e Luciano D'Alfonso, degli ex assessori regionali con delega alla Protezione Civile ma anche di alcuni altri fra dirigenti e funzionari pubblici.
 

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