Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Emergenza rifiuti: Chiodi minaccia Di Primio

La Giunta regionale ha individuato quattro discariche in sostituzione di quella di Colle Cese, ma al momento, il pattume si trova per le strade dei vari Comuni pescaresi. Il presidente della Regione non esclude una denuncia agli organi competenti

Nei giorni scorsi la Regione ha attivato le riserve del 5% nelle discariche di Chieti, Cupello, Lanciano e Sulmona, così come previsto dalla legge in casi di urgenza, ma i cumuli di immondizia, dopo la chiusura di Colle Cese a Spoltore, sono sempre più alti in provincia di Pescara.

Una soluzione non sembra vicina. Se la norma prevede che siano i consorzi e gli enti locali a raggiungere un accordo,  gli operatori non riescono a trovare un punto di incontro. Ieri il sindaco Di Primio ha ribadito la sua indisponibilità ad accogliere i rifiuti del pescarese, sebbene per i sindaci pescaresi la Casoni sarebbe  la soluzione migliore, vista anche la vicinanza geografica.

Oggi interviene il presidente della Regione, Gianni Chiodi. Suona come una minaccia la sua dichiarazione: "Se le inerzie e le inadempienze dovessero protrarsi al punto da giustificare da parte mia un'ordinanza emergenziale per la tutela della igiene e della sanità pubblica, è ovvio che interverrò, ma accompagnerò il provvedimento con una denuncia agli organi competenti per verificare le responsabilità. In presenza di discariche disponibili ad accettare i rifiuti - ha aggiunto - è inaudito che rimangano i rifiuti per strada".

Chiodi invita tutti i soggetti interessati a trovare un accordo per il bene dei cittadini e chiarisce la posizione della Regione. "Premesso che è compito dei Consorzi intercomunali attivarsi per tempo e raggiungere gli accordi per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti - ha sottolineato - il servizio rifiuti dell'assessorato regionale aveva allertato i vertici del consorzio rifiuti dei comuni del pescarese, confermando comunque che la discarica di Colle Cese sarebbe stata chiusa tra febbraio e marzo. Nonostante questo, e facendo anche più di quello di avrebbe dovuto, venerdì scorso la Giunta ha individuato quattro discariche pubbliche sulle quali conferire i rifiuti. Il resto, con tutto quello che ne consegue - ha concluso - è figlio della mancata organizzazione di chi doveva attivarsi".

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