Cronaca

Rifiuti Casoni: politica teatina unita, il documento della Commissione Ambiente

La Commissione Ambiente ha redatto un documento in cui si evidenziano le ragioni del No definitivo, che verrà presentato in Commissione Regionale lunedì prossimo. Tre i punti fondamentali

Nessuna rassicurazione in merito al futuro conferimento di rifiuti dalla provincia di Pescara nella discarica di contrada Casoni.

La Commissione Ambiente riunitasi stamani (2 marzo) in Comune a Chieti continua piuttosto a evidenziare un rinvio decisionale da parte della Regione, nonostante la ribadita contrarietà dell’amministrazione comunale.

"Facendo passare del tempo sembra si voglia spingere affinchè la discarica teatina 'appaia' l’unica possibile soluzione, mentre siamo convinti che non sia così" commenta Alessandro Marzoli, vicepresidente in Consiglio Comunale.

I rappresentanti dei gruppi consiliari di Pdl, Pd, Udc, Giustizia Sociale e Chieti per Chieti, hanno stilato un documento unitario esprimendo la contrarietà della Commissione a qualsiasi nuovo conferimento di rifiuti in contrada Casoni, mettendo a verbale tre punti tecnici fondamentali che saranno portati dall’assessore Bevilacqua all’attenzione della Commissione Regionale, nella seduta di lunedì 5 marzo 2011.

Questi i tre punti essenziali su cui si chiede al sindaco Di Primio di insistere con il presidente Chiodi per chiudere la questione con un no definitivo. Li riportiamo integralmente:

1.Attraverso il nuovo conferimento di rifiuti dal pescarese la durata di vita residua della discarica Casoni scenderebbe a due anni e mezzo. Come conseguenza il problema del conferimento del rifiuto trattato tornerebbe ad esplodere a breve non solo per i rifiuti pescaresi, ma anche per quelli teatini, e lo sforzo fatto per aumentare la raccolta differenziata dai nostri concittadini verrebbe così vanificato, con un inevitabile aumento della Tarsu. Conseguenza ulteriore e gravissima potrebbe a quel punto essere l’ ampliamento della stessa discarica di Casoni. Un’ eventualità da escludere a priori.

2.Il rifiuto proveniente dalla provincia di Pescara, una volta trattato, acquisisce un codice CER, Catalogo Europeo dei Rifiuti, nello specifico il numero 19. Si tratta cioè di un rifiuto che deve essere smaltito dal privato che lo ha trattato. Un’ eventuale ordinanza regionale che imponga il conferimento di tale tipologia di rifiuto nella discarica di Chieti potrebbe pertanto essere illegittima, andando ad incidere su un rapporto di natura privatistica.

3.Dal momento che c’è ad oggi la possibilità di raccogliere i rifiuti su tutto il territorio dei Comuni del pescarese, il paventato rischio di emergenza sanitaria non esiste. La situazione abruzzese non è dunque in alcun modo comparabile a quella verificatasi in passato nel napoletano. L’ emergenza di cui si parla oggi, dunque, è solamente economica.


"Chiediamo pertanto - aggiunge Marzoli - che nella prossima riunione che si terrà in regione, sulla base di queste motivazioni, si escluda definitivamente la possibilità di conferimento di nuovi rifiuti a Casoni e si valutino solo le altre alternative fino ad oggi analizzate".
 

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