Cronaca Bomba

Il riesame Forest Oil, il Prc: "La Regione non si renda complice"

Il Comitato V.I.A. torna a riunirsi a L'Aquila quest'oggi per esaminare tre progetti di idrocarburi tra cui quello della multinazionale, già bocciato lo scorso aprile

Il progetto della Forest a Bomba torna ancora una volta all’esame del Comitato Valutazione di Impatto Ambientale. Oggi a L’Aquila la Regione deciderà se approvare la possibilità di estrazione di idrocarburi assieme ad altri due progetti simili che interesseranno le province di Pescara e Teramo.

Il Comitato aveva già detto no lo scorso aprile, ma la multinazionale Forest aveva chiesto il riesame della pratica per poi presentare un ricorso al TAR di Pescara. A questo punto non si esclude che il progetto di estrazione di gas a sud della provincia di Chieti, contrastato dai Comuni limitrofi, dalle associazioni di categoria, come Confcommercio, e persino dalla CEAM (Conferenza Episcopale Abruzzo e Molise) passi al riesame della Commissione.

Il Circolo di Vasto di Rifondazione Comunista lancia un appello alla Regione affinché non si renda complice dei gravi rischi sul Lago di Bomba. Rischi che elenca nelle seguenti osservazioni presentate in merito. “Quello del Lago di Bomba – spiegano dalla Federazione della sinistra vastese -  è un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico. Se la Regione dovesse lasciare le concessioni per la coltivazione del gas, le trivellazioni eseguite per raggiungere il giacimento provocherebbero gravi fenomeni di abbassamento del terreno. Il rischio di frane diverrebbe altissimo. A rischio sarebbe l’incolumità di 20.000 abitanti quel territorio. L’ipotesi di estrazione di gas sul lago di Bomba è talmente scellerata che l'Agip, dopo studi sulla geomorfologia dell'area e dopo le valutazioni di subsidenza, rinunciò al progetto. La Forest Oil, invece, vuole andare avanti”.

Come già accaduto per l’istanza di riesame per il progetto Recogen della società Puccioni, il Prc osserva come anche in questo caso non possa essere modificato il parere già espresso in senso negativo in sede di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA). “E’ possibile adottare provvedimenti amministrativi di secondo grado solo qualora sia intervenuto un mutamento dell’interesse pubblico sotteso alla loro adozione. Ma per fare l’interesse pubblico, nel caso del progetto della Forest Oil, c’è una sola possibilità: dire No. Se la Regione Abruzzo concederà i permessi al progetto – concludono - si renderebbe perciò responsabile e complice della Forest Oil dei rischi di disastro ambientale e di catastrofe umana che graverebbero su quel territorio”.

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