Cronaca

Paziente ricoverato a Cardiologia a Lanciano, il primario: "Accuse ingiuste, lo abbiamo curato al meglio"

La Asl interviene dopo le polemiche scaturite dalla denuncia del figlio di un malato, secondo il quale il genitore, colpito da un infarto lunedì scorso, sarebbe stato trascurato e lasciato in un ospedale non attrezzato per trattare casi complessi

La Asl difende il reparto di Cardiologia del "Renzetti" di Lanciano dopo le polemiche scaturite ieri dalla denuncia del figlio di un malato, Cristiano Antonicelli, secondo il quale il genitore, colpito da un infarto lunedì scorso, sarebbe stato trascurato e lasciato in un ospedale non attrezzato per trattare casi complessi.

Dopo numerosi appelli e la minaccia di interessare le forze dell'ordine, questa mattina il padre del signor Antonicelli è stato trasferito alla Cardiologia di Chieti, dove ha finalmente potuto effettuare, a Emodinamica, la coronarografia, ovvero l’esame che consente di verificare la presenza di occlusioni nelle arterie.

Ma l'Azienda sanitaria non ci sta a passare per negligente e, tramite le parole di Luigi Leonzio, direttore dell’unità operativa frentana, spiega di non aver fatto mancare nulla al paziente ricoverato, sottoposto a cure ed esami appropriati negli ultimi tre giorni.

"Il paziente - spiega il primario - affetto da sindrome coronarica acuta, è stato sottoposto immediatamente a una serie di esami che hanno permesso di accertarne la gravità e chiarire il quadro clinico, caratterizzato da condizioni non preoccupanti. Con una terapia farmacologica adeguata è stato poi stabilizzato, così che non si è reso necessario il trasferimento urgente a Chieti per una coronarografia. Si tratta di un’indagine diagnostica i cui tempi di programmazione variano a seconda della gravità delle condizioni del paziente - dice ancora Leonzio - che nel nostro caso non rivestivano carattere di urgenza, com’è stato, invece, per un altro malato ricoverato nelle stesse ore".

Il professore infine precisa che non è stato seguito il percorso dell’urgenza verso il paziente perché i medici hanno valutato il caso non grave. "E’ stato fatto quanto dovuto e anche di più - conclude - con professionalità e attenzione. Perciò non posso che esprimere tutto il mio rammarico per accuse ingiuste e ingenerose che la nostra unità operativa non merita affatto".

 

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