Scuola, prima campanella il 17 settembre per quasi 54 mila studenti

Quasi terminati i lavori negli istituti cittadini, ma resta chiusa la Cesarii: la ristrutturazione dovrebbe finire a dicembre. Cresce la spesa per i libri e Codici lancia l'idea della digitalizzazione per eliminare i libri stampati

La scuola Cesarii

La prima campanella a Chieti suonerà ufficialmente lunedì 17, ma alcuni dei 53.809 studenti della provincia sono già tornati fra i banchi. All’istituto tecnico Galliani e al liceo linguistico Gonzaga le lezioni sono cominciate lunedì 10, mentre gli studenti dello scientifico Masci rientrano a scuola oggi(giovedì 13 settembre). Dopo tre mesi di ozio si ricomincia fino al prossimo 8 giugno, quando si chiuderà l'anno 2012-2013. Per godere del primo giorno di vacanza disponibile bisognerà aspettare il 1° novembre. 

L’anno scolastico inizia sotto il segno della spending review: lotta agli sprechi e digitalizzazione le parole d’ordine. Un indirizzo ministeriale che sembra poco conciliabile con la realtà degli istituti cittadini, dove genitori e alunni devono prendere in mano vernice e pennelli per rinfrescare i muri e dove spesso ci si deve portare da casa anche la carta igienica per il bagno. 

E ancora non potranno rientrare a scuola i bambini della Cesarii. L’edificio è chiuso da giugno 2009 per un intervento di adeguamento sismico. Al momento, stando a quanto assicura il sindaco Di Primio, i lavori di ristrutturazione, finanziati con 600 mila euro, non termineranno prima del mese di dicembre, tanto più che l’ultimo lotto deve essere ancora appaltato. Per il terzo anno consecutivo, quindi, gli scolari saranno ospitati nel plesso della scuola media De Lollis. 

Cantieri in pieno fermento in altre scuole cittadine, ma l’assessore ai Lavori pubblici assicura che entro sabato prossimo, alla vigilia del primo suono della campanella, sarà tutto a posto per accogliere i bambini. In particolare alla scuola di Porta Sant’Anna sono quasi finiti gli interventi contro l’umidità. Procedono senza ritardi i lavori alla scuola materna di Madonna degli Angeli e la rimozione dell’amianto alle materne di via Pescara e via Bosio. Anche la Provincia ha realizzato lavori di manutenzione su alcuni istituti superiori: l’Istituto professionale Pomilio, il liceo scientifico Masci e quello di Lanciano, l’industriale di Vasto, l’istituto d’arte di Lanciano, il professionale di Casoli, l’alberghiero di Villa Santa Maria. 

Per un problema in parte risolto, quello degli edifici scolastici in cattive condizioni, ne spunta uno ancora più pesante. Il caro libri si fa sentire anche in periodo di crisi economica e calo dei consumi. Secondo l’osservatorio Codici Abruzzo le famiglie degli studenti delle superiori spenderanno 260 euro soltanto per i libri di testo. Un modo utile per risparmiare è rivolgersi ai mercatini del libro usato, dove si trovano testi in buone condizioni con una spesa anche dimezzata rispetto al prezzo di copertina. Ma non sempre si può ricorrere a questa soluzione: di anno in anno gli editori modificano copertina, formato dei volumi, poche pagine di programma. In questo modo il codice identificativo Isbn cambia e il libro usato l’anno precedente non è più valido per lo stesso indirizzo di studi. 

Alla spesa per i libri vanno aggiunti zaino (il più economico parte dai 35 euro), diario (10), dizionario (dai 65 euro). Senza contare cancelleria, vocabolari di lingue straniere, attrezzature da disegno, abbonamento dei trasporti, abbigliamento per la palestra. Voci che svuotano il portafogli e gravano sulle famiglie. Non va meglio agli studenti delle medie: per i libri si spendono circa 280 euro, a cui vanno ad aggiungersi zaino, diario, vocabolario, colori a tempera, pennelli, goniometro, compasso, riga, album da disegno e cancelleria varia. 

Secondo l’associazione di consumatori, però, i costi potrebbero essere facilmente abbassati: “Tutte le scuole hanno a disposizione una connessione Internet – spiega Codici – che potrebbe essere usato per sostituire i libri di testo”. L’associazione si impegna personalmente a chiedere al dirigente scolastico regionale di adottare nelle scuole abruzzesi l’uso di computer e Internet per azzerare definitivamente il peso finanziario e materiali dei libri stampati

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