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Revocato l'incarico alla pediatra, genitori sul piede di guerra

Le famiglie non vogliono perdere la dottoressa Savino, a cui a settembre venne affidato l'incarico temporaneo di assistere i pazienti dello scomparso medico Angeloni

Rivendicano attenzione e sensibilità per i loro piccoli i genitori degli ex pazienti del pediatra Sandro Angeloni, scomparso lo scorso agosto dopo un improvviso malore. A seguito di quella tragedia, i suoi piccoli pazienti vennero affidati alla dottoressa Alessandra Savino. Un incarico temporaneo che, grazie alle doti umane e professionali della pediatra, ha permesso di creare legami di fiducia, stima e affetto fra le famiglie e il medico

Ieri (giovedì 25 febbraio), l’annuncio ufficiale della Asl ai genitori dei pazienti: il dispositivo 182 del 16 febbraio revoca l’incarico alla Savino e a questo punto è obbligatorio scegliere un altro pediatra entro martedì (1° marzo). Una notizia piombata all’improvviso che ha scatenato le proteste. Non solo perché in molti l’hanno scoperto per caso, solo con l’avviso affisso nello studio della dottoressa, ma anche perché tanti non sono nemmeno stati informati. 

Così, i genitori, dispiaciuti per dover perdere un altro rapporto di fiducia costruito in pochi mesi, si sono uniti per chiedere all’azienda sanitaria il perché di una decisione repentina, rivendicando la giusta attenzione per bambini già colpiti dalla scomparsa del loro medico di fiducia qualche mese fa. Le famiglie si sono unite nel gruppo Facebook “Io scelgo Alessandra” e stanno ideando una petizione da inviare alla Asl, mentre alcune, autonomamente, hanno già segnalato il loro disappunto inviando una mail all’azienda sanitaria. 

“Il risultato - lamentano - sono bimbi sballottati da un pediatra all’altro, il tutto all’improvviso, rapporto di stima e fiducia neanche preso in considerazione. Chi ha iniziato un percorso con la Savino ora deve ricominciare da zero. Può essere che della volontà dei genitori non si tenga conto?”. 

I genitori, pur consapevoli che ci sia ben poco da fare contro la burocrazia impietosa, stanno cercando in ogni modo di tutelare i propri figli e le proprie scelte per il loro bene. La loro protesta non vuole affatto colpire gli altri pediatri a cui sono stati indirizzati, ma solo a tentare di mantenere quel rapporto di fiducia costruito in quasi 7 mesi con la pediatra Savino.

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