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Sul web aumentano i reati contro la persona, i minori la fascia più debole

Il bilancio delle attività svolte nel 2017 dal compartimento Abruzzo della polizia postale e delle comunicazioni. Crescono le minacce cyber, impegno massimo contro il cyberterrorismo

Smartphone, tablet, laptop, computer: siamo sempre più connessi al web, in ogni momento del giorno e a tutte le età. Non tutti, però, sono in grado di affrontare e gestire i rischi della Rete. Una fonte di infinite opportunità e contatti, può rivelarsi il nascondiglio perfetto per predatori e criminali di ogni tipo. 

Ecco perché si fa sempre più intenso l’impegno del compartimento Abruzzo della polizia postale e delle comunicazioni, sia sul fronte della formazione e prevenzione, che su quello operativo di contrasto al crimine. In particolare, l’anno appena trascorso è stato orientato sulla prevenzione e il contrasto della criminalità informatica. 

E un grosso colpo è stato assestato proprio in provincia di Chieti, dove nel corso di un’operazione contro la pedopornografia online, un uomo della provincia è finito in manette, perché trovato in possesso di una gran quantità di materiale pornografico che ritraeva minori. Nell’ambito di un’analoga operazione, denominata “Black shadow” e coordinata dal compartimento di Trento, sono state eseguite 37 perquisizioni e 10 arresti per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Inoltre, sono stati controllati più di 1.900 siti web e diversi tra questi sono stati oscurati, perché diffondevano materiale vietato.

E i più giovani sono tra le fasce più deboli di utenti del web: spesso si aprono a contatti e confidenze personali, fidandosi di un avatar, rischiando grosso. Come dimostrano i dati del 2017 diffusi dalla polizia postale: ci sono state diverse azioni per il contrasto dell’adescamento dei minori online. Numerose persone sono state denunciate e due sono finite in manette, una delle quali per adescamento online e stalking, partito sempre dai contatti insistenti con un minorenne. 

L’uso distorto della Rete può portare anche a ricevere una denuncia per aver commesso un reato informatico contro la persona: diffamazione, cyberstalking, trattamento illecito di dati personali, sostituzione di persona. Le denunce sono state numerosissime nell’anno appena trascorso. Ecco perché, anche sul Web, bisognerebbe dosare parole e comportamenti, perché non si è immuni alla legge neppure dietro una tastiera. 

Nel 2017 si sono inoltre quintuplicati gli alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali sul fronte delle minacce cyber: i casi sono stati 28.522. 

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