Cronaca

Tim fa ricorso contro il regolamento anti 5G a Chieti, Wwf accanto al Comune: “Difendere la salute dei cittadini”

L’associazione del panda si schiera contro la decisione dell’azienda di telefonia e rilancia: "Il sindaco emetta anche una ordinanza per vietare il 5G in attesa di certezze sanitarie"

Lo scorso settembre il comune di Chieti aveva approvato con voto unanime in consiglio comunale il nuovo regolamento sulle antenne. Il regolamento disciplina la localizzazione e la distribuzione sul territorio degli impianti, il rilascio di concessioni e autorizzazioni per l’installazione, il monitoraggio, la mappatura e il controllo dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici e gli eventuali interventi di risanamento ma, soprattutto, tende a minimizzazione all’esposizione delle onde elettomagnetiche siti sensibili ovvero asili nido, scuole, case di cura, case di riposo, ospedali, centri di accoglienza, parchi pubblici, aree verdi attrezzate.

Una decisione che la Tim, che già nel 2017 aveva presentato un ricorso al Tar contro il regolamento antenne allora approvato a Chieti, non condivide:

La Tim SpA -  fa sapere il Wwf Chieti - ha ora reiterato la propria iniziativa integrando il precedente ricorso con motivi aggiuntivi in relazione al nuovo Regolamento comunale per l’installazione degli impianti di telecomunicazione, quello varato all’unanimità il 27 settembre dello scorso anno. Gli avvocati della TIM contestano il Regolamento su vari punti. Ad esempio nell’art. 7 l’inserimento tra i luoghi sensibili, nei quali è vietata l’installazione di antenne, accanto a scuole e ospedali, di luoghi di culto, oratori e loro pertinenze. Le motivazioni dell’amministrazione municipale, cui anche la legge regionale sull’inquinamento elettromagnetico impone di salvaguardare la salute dei cittadini, sono evidenti: far sì che là dove si radunano molte persone siano evitate emissioni, e in tal senso i luoghi di culto certamente non sono meno sensibili di istituti di formazione e case di cura. Un altro dei punti sui quali Tim evidentemente non apprezza il Regolamento è là dove si specifica, nell’art. 1, che è vietata l’installazione di impianti di quinta generazione, il cosiddetto 5G, sino a quando non ci saranno certezze sulla loro innocuità per i cittadini.

Sulla questione la presidente del Wwf Chieti, Nicoletta Di Francesco fa sapere:

Sono certa che il Comune, chiunque sieda di volta in volta in maggioranza o all’opposizione, ha a cuore la salute dei cittadini al di là di ogni interesse elettorale e il Regolamento votato da tutti in qualche modo lo dimostra. Per questo lo appoggeremo in Tribunale. Chiediamo però al sindaco Di Primio di rafforzare il divieto con una propria ordinanza per vietare la sperimentazione e l’installazione di impianti 5G in attesa di chiarimenti sugli effetti che tale tecnologia potrebbe avere sulla salute, motivando adeguatamente tale scelta, come hanno fatto in Italia tanti primi cittadini, in Abruzzo ad esempio recentemente quello di Giulianova.
 

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