Cronaca

Rapporto Ecosistema Urbano 2011: a Chieti vince l’eco management

Nel Rapporto annuale di Legambiente il capoluogo occupa la 23esima posizione nella classifica 'piccoli comuni'. Male la produzione di rifiuti

Dalla XVIII edizione del Rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sulla qualità ambientale dei centri urbani emerge che, in linea con la situazione generale, a Chieti come negli altri capoluoghi di abruzzesi la stessa sia poco sicura.

Nell’indagine, che ha preso in esame 104 capoluoghi di provincia, Chieti è stata inserita assieme ad altre 45 nella categoria ‘piccole città’ sotto gli 80.000 abitanti, a lato ci sono 15 ‘grandi città’ sopra i 200.000 abitanti e 44 ‘medie città’ tra 200.000 e 80.000 abitanti. Nella classifica delle piccole città Chieti si trova quasi a metà, in 23esima posizione.

I punti deboli continuano ad essere le politiche energetiche, la raccolta differenziata e l’indice della mobilità sostenibile: troppe auto e poco trasporto pubblico.

Su un indice sintetico in base 100, il livello di sostenibilità dell’Amministrazione ovvero l’eco management è di 47 punti, molti in più rispetto a Teramo (4) e a Pescara (11 come L’Aquila). Se i dati sul livello di smog non sono pervenuti, ma sappiamo che la vicina Pescara rischia di superare i limiti consentiti di PM10 annui già in primavera, la città subisce il 41% di perdite idriche.

Il Rapporto mostra poi che c’è ancora molto da fare sul piano rifiuti: la produzione procapite di rifiuti urbani è di 606 chili annui per abitante, la raccolta differenziata è al 30,3%. Il raggiungimento degli obiettivi di legge fissato per il 2010 al 55%, non è stato raggiunto da nessuno dei quattro capoluoghi abruzzesi, anche se Teramo si avvicina di più con il 52,2%.

Guardando i dati le aree verdi scarseggiano in maniera preoccupante: Chieti è al 39°posto su 45 città. Anche la densità automobilistica si mantiene molto alta: 64 auto ogni 100 abitanti a Chieti non sono poche, come del resto negli altri tre capoluoghi:  la media in Abruzzo è di 63,7 auto ogni 100 abitanti.

“Sono tante le insicurezze legate ad un cattivo ecosistema urbano e se ne parla sempre troppo poco – dichiara Antonio Sangiuliano, della segreteria regionale di Legambiente – Sono innumerevoli i rischi legati al traffico automobilistico, allo smog, alla siccità e la saltuarietà dell’approvvigionamento idrico, alle costruzioni prive di standard antisismici, alla presenza di grandi impianti industriali, alla produzione e smaltimento dei rifiuti”.
 

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