Cronaca

Arrestato a Manfredonia l'autore della rapina alla gioielleria in via Pollione

Era giunto a Chieti a bordo di un'autovettura noleggiata a Vieste. Le indagini si sono subito mosse verso sud. Negli slip aveva nascosto i vari oggetti d'oro. Ricercato l'altro complice

Le indagini degli agenti del Commissariato di Manfredonia e delle Squadre Mobili di Chieti e Foggia hanno portato all'arresto di R.Y., 26enne di origini tunisine, autore della rapina avvenuta il 31 gennaio alla gioielleria De Marco in via Pollione a Chieti, quando ha portato via circa 200 mila euro.

Le accuse sono di rapina aggravata in concorso, ricettazione e resistenza a Pubblico Ufficiale. Tutt'ora ricercato per il medesimo reato il complice che quel giorno era con lui.

Quella mattina i due rapinatori “in trasferta” a Chieti  sono entrati nel negozio a pochi passi da piazza San Giustino, ben coperti da occhiali e cappellino, hanno strattonato e costretto la titolare a sdraiarsi a terra, facendole battere la testa sul pavimento, mentre le portavano via sotto gli occhi il contenuto della cassaforte.

La donna, Isa Carla De Marco, aveva poi dato l’allarme alle forze dell’ordine teatine, raccontando di essere stata rapinata da due giovani dall’accento meridionale.  Gli agenti della squadra mobile di Chieti, nell’avviare le indagini, avevano acquisito le immagini di videosorveglianza degli esercizi commerciali posti vicino all’obiettivo colpito. Le ricerche si sono concentrate in Puglia dopo aver appurato che i due erano giunti a Chieti a bordo di un’autovettura noleggiata a Vieste.

I poliziotti di Manfredonia e di Foggia lunedì hanno beccato R.Y., che già aveva precedenti penali, nei pressi di una gioielleria a Manfredonia. L’uomo, alla vista delle forze delle dell’ordine, se l’è subito svignata dando vita a un rocambolesco inseguimento. Quando finalmente gli agenti sono riusciti a fermarlo, lo hanno trovato in possesso di diversi monili: all’interno degli slip, in una piccola busta in cellophane, nascondeva un solitario in oro bianco, due orecchini con diamante, un pendente in oro giallo raffigurante un timone di una nave, due diamanti e un orologio importante. Le successive perquisizioni in casa hanno permesso di rinvenire altri oggetti preziosi riconducibili alla rapina di gennaio.

La signora Di Marco ha poi fatto il resto riconoscendo nelle foto inviate alla Squadra Mobile di Chieti uno dei giovani che l’aveva rapinata due mesi prima assieme a un anello in oro e pietra del suo negozio.

R.Y. è stato trasferito presso il carcere di Foggia.

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