Macellaio indebitato fa rapinare e picchiare commerciante: sei arresti

Si danno appuntamento a Gamberale per comprare bestiame ma vengno aggrediti e rapinati da cinque malviventi. Il mandante era un macellaio di Sulmona: voleva rubare 20 mila euro al suo creditore per saldare i debiti

Sei persone sono state arrestate questa mattina su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano, per una rapina ai danni di un commerciante di bestiame e del cugino.

L' APPUNTAMENTO E L'AGGRESSIONE - I fatti risalgono al 2 gennaio scorso, quando la vittima, 40 anni di Palena, assieme al cugino si dà appuntamento a Gamberale per comprare alcuni capi di bestiame, dopo essere stata contattata telefonicamente da un venditore. Per l’acquisto i due pattuiscono la somma di 20mila euro. All’incontro il commerciante e il cugino vengono invitati in un casolare abbandonato con la scusa di visionare gli animali e la relativa documentazione.

Qui invece, gli sfortunati vengono presi a bastonate da cinque persone. Mentre il 40enne riesce a fuggire a piedi, ad avere la peggio è il cugino: accerchiato e picchiato ha poi riportato la frattura delle ossa nasali, un trauma cranico non commotivo, un trauma toracico ed escoriazioni varie con una prognosi di 20 giorni. Viene anche rapinato del cellulare e del portafogli dove i malviventi suppongono ci siano i 20mila euro. In realtà il malcapitato ha con sé solo 200 euro, poiché  il commerciante di bestiame ha pensato bene di lasciare il denaro a suo padre, che sarebbe arrivato in un secondo momento.

Scattata la denuncia, i carabinieri di Lanciano si sono messi subito alla ricerca del mandante della rapina: un macellaio di Sulmona di 43 anni indebitato fino al collo con il commerciante di bestiame e con altri del settore. Secondo i militari l’uomo aveva organizzato l’aggressione ai danni del suo creditore assoldando i 5 malviventi che avrebbero dovuto impossessarsi dei 20mila euro che lui poi avrebbe utilizzato per saldare i suoi debiti.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nei confronti di D.B.N. e D.A.A. di 43 anni e D.C.C. e S.F. di 35 anni, mentre agli arresti domiciliari sono finiti D.C.A. di 37 anni e S.M. di 31 anni.  

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