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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Ragazzo deceduto dopo il recupero sulla Maiella, i soccorritori: “Stava andando in ipotermia, poi l’arresto cardiaco” [FOTO]

Roberto Testa era arrivato con un amico al rifugio Pomilio verso le 10, poi l'infortunio durante il ritorno dal bivacco Fusco. I soccorritori hanno richiesto l’intervento dell’elicottero dell’Aeronautica Militare che però non è riuscito a decollare a causa delle forti raffiche di vento

Si è conclusa nella maniera più tragica la giornata in Abruzzo dei due giovani romani che ieri erano rimasti bloccati dopo un infortunio nei pressi del bivacco Fusco: uno di loro è deceduto questa mattina in ospedale a Chieti dove era stato trasportato dopo le complicate operazioni di recupero. Si tratta di Roberto Testa, 34 anni, ingegnere di Colleferro.

A raccontare nei dettagli quello che è accaduto ieri è il Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo: il giovane di 34 anni di Roma ieri mattina era arrivato con l’amico al rifugio Pomilio per compiere un’escursione, verso le 10, quando le condizioni meteo erano già difficili perché stava nevicando e c’era vento. 

I due dal rifugio Pomilio hanno raggiunto il bivacco Fusco a quota 2.455 metri: un percorso impervio che richiede almeno tre ore di cammino. Uno di loro, il ragazzo che purtroppo è deceduto stamattina, è scivolato lungo la via del ritorno, a causa della presenza di ghiaccio. Nel frattempo l’amico che era con lui, un coetaneo di Roma, ha allertato i soccorsi intorno alle 17 di ieri, mentre le condizioni meteo peggioravano. Ricevuto l’allarme, le squadre di terra del soccorso alpino sono partite dalle stazioni di Penne e di Chieti. L’arrivo del buio purtroppo ha impedito all’elicottero di decollare, cosi i soccorritori hanno richiesto l’intervento dell’elicottero dell’Aeronautica militare, pronto a decollare dalla base di Poggio Renatico. Tuttavia, le forti raffiche di vento hanno reso impossibile anche l’intervento dell’Aeronautica militare. 

Nel frattempo si sono messe in cammino anche le squadre del Soccorso alpino di Sulmona e L’Aquila. "I due giovani sono stati raggiunti verso le 20: avevano un principio di ipotermia e uno di loro, il ragazzo deceduto stamattina, era sfinito, così è stato soccorso e imbarellato - hanno riferito i soccorritori - purtroppo, però, durante la discesa il 34enne è andato in arresto cardiaco: più volte è stato rianimato dai medici del soccorso alpino. Quando i soccorsi sono giunti al rifugio Pomilio c’era già l’ambulanza medicalizzata, che lo ha portato all’ospedale di Chieti".

 Le sue condizioni sono sembrate subito gravi fino al decesso, questa mattina.

“Ci stringiamo attorno al dolore dei familiari di questo ragazzo, è stato un intervento molto complesso e pericoloso anche per noi soccorritori - spiega il presidente del Soccorso alpino e speleologico abruzzese, Daniele Perilli - che ha coinvolto 25 soccorritori e due medici del soccorso Alpino, ma purtroppo le condizioni meteo erano davvero proibitive. Ricordiamo che la montagna è pericolosa e che le condizioni meteo tendono a peggiorare velocemente. Non si va in montagna senza vedere prima le previsioni meteo, non si parte la mattina tardi e sicuramente occorre un’attrezzatura adeguata alle condizioni del terreno a cui si va incontro".
 

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