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In 9 anni cinque incendi nella stessa azienda: "Siamo in piena emergenza"

Il rogo di rifiuti, pur domato in breve tempo, ha scatenato la preoccupazione di cittadini e residenti. E il Wwf chiede chiarezza sulle cause e garanzie per la salute

Le fiamme fortunatamente sono state spente nel giro di una mezz’ora, ma il rogo divampato nel pomeriggio di ieri (sabato 11 marzo) nella zona industriale dello Scalo ha preoccupato non poco i teatini. 

L’incendio è scoppiato per cause accidentali in una zona della piattaforma della Teate Ecologica, ex Seab, nella zona industriale. Ha avvolto un’area di circa cento metri quadrati, in cui si trovavano rifiuti ancora da codificare e differenziare. A lanciare l’allarme il dipendente di un’azienda vicina, che ha visto il fumo nero. 

Fortunatamente, si è attivato subito il sistema antincendio nell’azienda, dopodiché nel giro di breve sono intervenuti i vigili del fuoco con due autobotti. Sul posto anche i tecnici dell’Arta per i controlli dell’aria e una volante della polizia.

VIDEO: Incendio nell'azienda di trattamento rifiuti

La preoccupazione, comunque, resta alta, anche perché si tratta del quinto incendio in meno di un decennio. Il primo, più preoccupante, scoppiò la notte tra il 18 e il 19 luglio 2009 e i vigili del fuoco impiegarono tre giorni per spegnerlo. I fumi si diffusero al punto da raggiungere persino Ortona. L’anno successivo, il 22 maggio, andò a fuoco una struttura in plastica. Passarono poco più di 12 mesi quando a dicembre 2011, nella notte tra il 19 e il 20, un nuovo rogo distrusse un deposito di plastica compressa, che impiegò sette squadre dei vigili del fuoco. E ancora, nel 2012, un incendio di rifiuti indifferenziati a base di plastica e cartone, con l’intervento di quattro autobotti. 

Senza dimenticare quello, ovviamente indipendente dall’azienda, che coinvolse la discarica abusiva di Colle Sant’Antonio a giugno 2015. “Una situazione del tutto intollerabile”, dice il Wwf. e la presidente Nicoletta Di Francesco si appella alla Regione: “Prenda atto che ci troviamo di fronte a una vera emergenza. Ripeto alla lettera quello che ebbi a dichiarare nel 2012: non possiamo che sentirci preoccupati. Ogni volta ci si domanda cosa è bruciato e perché, ma soprattutto ci si chiede quanto possa essere pericoloso il fumo che viene prodotto. Pensiamo ai bambini, ai cittadini che si trovano da soli ad affrontare l’aria irrespirabile senza conoscerne i livelli di insalubrità. Per questi motivi chiediamo ancora una volta alla Regione, al Sindaco, al Presidente della Provincia, al Prefetto, agli inquirenti, a ciascuno per le proprie competenze, di accertare al più presto le cause dell’incendio, di attivare un piano di sicurezza, di tenere informata la popolazione, di non trascurare i controlli e se necessario revocare i permessi quando non sussistono più i requisiti necessari, ma soprattutto, come più volte abbiamo sottolineato, di non rilasciare autorizzazioni  per ampliamenti o per la realizzazione di nuovi impianti di trattamento rifiuti nella vallata del Pescara perché sono a rischio la salute dei cittadini e la sicurezza ambientale”. 

Anche Alternativa Libera Chieti invoca chiarezza su “questa strana successione di incendi che mettono a rischio ambiente e cittadini, oltre all’esistenza della stessa azienda”. E chiede “che Comune, Arta e altri Enti competenti rendano immediatamente noto se vi sono rischi per la salute pubblica e l’ambiente a causa di eventuali immissioni di inquinanti in atmosfera e prendendo in considerazione la possibilità di stabilire divieti precauzionali”.

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