Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

L'ospedale è a colori grazie agli studenti del Liceo Artistico "Palizzi"

Donate le opere realizzate dagli studenti dell'Officina LabArt ai reparti di Neurologia e Medicina dell’ospedale di Lanciano. Il direttore sanitario "Attraverso l’arte possiamo rendere le cure più umane e più armoniosi e vivibili i nostri spazi"

All'ospedale "Renzetti" di Lanciano l’accoglienza è “a colori” grazie agli studenti del Liceo Artistico “Palizzi” che hanno donato le loro opere ai reparti di Neurologia e Medicina. La consegna formale è avvenuta nel corso di una semplice cerimonia alla quale hanno preso parte Marzia Mucci, Direttore sanitario del presidio, il vicepreside Evandro Sigismondi, Maurizio Maddestra e Arsenio Pompeo, responsabili rispettivamente della Neurologia e della Medicina, gli allievi e gli insegnanti.

La collezione, intitolata “La Porta, memorie dell’immagine”, è stata realizzata con le risorse del Programma operativo Fondo sociale europeo, la cui finalità è creare un ponte tra la scuola e il territorio, integrando diversi interlocutori e professionalità.Il progetto rappresenta il seguito di “Fly is life”, l’insieme delle opere che hanno permesso di migliorare l’accoglienza e rendere più gradevole l’ingresso del padiglione di Oncologia. Quest’anno è stato ampliato il raggio d’azione con “LabArt _Officina - Laboratorio Sperimentale delle Arti Visive e Plastiche” che ha realizzato i nuovi lavori per l’Hospice “Alba Chiara” e gli altri due reparti che condividono l’accesso nella stessa palazzina con l’Oncologia, l’unità operativa che per prima, aveva aperto al contributo artistico.

Le opere sono state realizzate da Chiara Marascia, Valentina Fischio, Camilla Darlete, Federica Di Crecchio e Linda Bassano. "Le attività, le procedure, le tecniche, i materiali, gli strumenti, lo sviluppo progettuale e operativo - ha specificato Giuseppe Colangelo, docente del Liceo Artistico, affermato scultore e convinto sostenitore dell’iniziativa - sono stati declinati nella “cultura del fare” non solo nel contatto e nella manipolazione dei materiali, ma anche nel senso di produrre qualcosa di utile per il territorio di appartenenza".

"La bellezza e l’energia che emanano questi lavori - ha messo in evidenza il direttore sanitario Marzia Mucci - rendono più accogliente questo luogo affollato ogni giorno da persone che hanno storie di malattie differenti ma una comune sofferenza. Attraverso l’arte, e l’opera di questi ragazzi, possiamo rendere le cure più umane e più armoniosi e vivibili i nostri spazi".

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