Cronaca Vasto

Punta Penna: emissioni irritanti e forti malesseri tra i lavoratori

Dopo i malori di alcuni lavoratori curati in Pronto soccorso, il comitato per la Tutela del territorio chiede un intervento urgente dell'autorità sanitaria nella Zona Industriale di Punta penna

Allarme inquinamento nei pressi dell’impianto di depurazione acque reflue di Punta Penna e i comitati cittadini insorgono “quali interventi sono stati effettuati da Ausl e Arta?”. Dopo i malori di alcuni lavoratori curati in Pronto soccorso, a cui è stato imposto di indossare una maschera al primo insorgere di odori molesti, il comitato per la Tutela del territorio chiede un intervento urgente dell’autorità sanitaria.

Intanto è stata fissata per mercoledì 19 dicembre una nuova riunione del “Patto per il territorio” a circa un anno dal primo incontro. Scopo dell’incontro, stando a quanto chiarito dal sindaco, Luciano Lapenna, è “chiudere una conflittualità tra gli operatori dell’area industriale e le associazioni ambientaliste”. Ma ambientalisti e cittadini chiedano che si discuta anche dei preoccupanti episodi di inquinamento per giungere ad una soluzione che possa garantire la massima sicurezza a tutte le categorie interessate.

In più il comitato cittadino per la Tutela del territorio, tramite il portavoce Lorenzo Luciano, lamenta di non essere mai stato interpellato né tantomeno invitato agli incontri, insieme ad altri soggetti che dovrebbero avere un ruolo importante nella discussione. “Vogliamo porre l’attenzione – dice Luciano – sui fenomeni di inquinamento già in atto, che si manifestano come un’estemporanea ma ricorrente nube tossica”. Al punto che alcuni lavoratori sarebbero stati finiti al Pronto soccorso per “l’insorgere improvviso di esalazioni moleste”. Secchezza delle fauci, bruciore agli occhi, vertigini, capogiri: sintomi comparsi più di una volta sempre durante giornate ventose.

Gli enti competenti sono a conoscenza di questi episodi dal 2010 e dallo stesso anno Coasiv e Coniv hanno ripetutamente inoltrato alla Regione, all’Arta, alla Ausl, al Comune “segnalazioni di emissioni irritanti di natura ignota provenienti dalla zona industriale di Punta Penna, interessanti l’Impianto di depurazione consortile e che, in qualche caso, fanno accusare ai lavoratori forte malessere tale da determinare inabilità al lavoro con prognosi variabile dai 3 ai 10 giorni per quattro lavoratori”.

Proprio a causa di questi episodi, i lavoratori hanno disposizioni precise di indossare maschere alle prime avvisaglie di odori molesti. “Poiché i fenomeni si verificano in quella zona solo in concomitanza di specifica direzione ed intensità di vento, Coasiv-Coniv hanno realizzato una stazione meteo ed una di prelevamento campioni che vengono analizzati in laboratori propri anche se non sufficientemente attrezzati”, prosegue il portavoce del comitato. Episodi noti in documenti ufficiali, dopo i quali il comitato insiste perché venga tutelata la salute di tutti i cittadini di Vasto.

“Quali interventi hanno effettuato la Ausl e l’Arta? E’ stata attivata un’indagine epidemiologica? Sono state monitorate le emissioni, almeno quelle poste nella direzione segnalata? – chiede Luciano - Sono stati verificati quei cicli produttivi aziendali che presentano sostanze potenzialmente irritanti? Sono state sistemate idonee centraline di monitoraggio di inquinanti capaci di indurre l’insorgere dei disturbi lamentati? Sono state attivate centraline di prelevamento campioni in zone poste nella direzione prevalente del vento? Sono stati fatti controlli in merito alla polverosità di alcune operazioni portuali? Sono stati fatti tempestivi accertamenti circa sversamenti accidentali di sostanze irritanti?”. Secondo il comitato nessuno di questi interventi è stato portato a termine.

“Ci si chiede – continua Luciano - se verranno considerate come manifestazioni di “conflittualità” la nostra richiesta di conoscere la natura e la pericolosità degli inquinanti o il nostro sollecitare gli insediamenti produttivi che vengono indicati quali la causa potenziale del fenomeno ad evitare problemi per l’intera collettività o il richiamo agli enti preposti affinché adempiano all’incarico per cui esistono e sono remunerati.

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