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Mi manda Rai3: la Provincia non partecipa alla puntata sull'incidente dei fratelli Timperio

Il presidente Pupillo ha declinato l'invito della Rai, che ha ospitato in studio la mamma Catia Paravia, che poche settimane fa ha citato in giudizio proprio l'ente, assistita dai tecnici di Studio 3A. Dalla relazione del perito del tribunale, intanto, emerge che il guardrail era fuori norma

Nessun rappresentante della Provincia di Chieti ha partecipato, questa mattina (giovedì 5 novembre), alla puntata di Mi manda Raitre, trasmissione che ha dedicato nella puntata odierna ampio spazio all'incidente in cui a ottobre dell'anno scorso morirono i fratelli Valentina e Pierpaolo Timperio, titolari del bar Italians di viale Abruzzo, a Chieti Scalo. L'auto dei due ragazzi, rispettivamente 23 e 27 anni, guidata da Valentina, finì contro la balaustra di un ponte sul fiume Foro, che non resse l'urto, facendo così precipitare la macchina nella scarpata e nel fiume. La mamma dei due giovani, Catia Paravia, poche settimane fa ha citato in giudizio la Provincia, ente proprietario della strada, per non aver messo in sicurezza quel tratto. 

La signora Paravia è stata sostenuta da Andrea Milanesi, direttore tecnico Sinistri Complessi di Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, a cui si è rivolta per ottenere giustizia per i suoi figli. Il dottor Milanesi ha ribadito come quel ponte fosse completamente privo di un guardrail a norma, aggiungendo anche che, se ci fosse stato, l'auto sarebbe stata trattenuta evitando di finire in acqua: conclusioni, queste, a cui sono giunti non solo gli esperti di Studio 3A ma anche il consulente tecnico d'ufficio, l'ingegner Gianfranco Di Giovanni, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Chieti, Rosangela Di Stefano, nel procedimento penale a carico di ignoti per la morte di Pierpaolo e Valentina.

“L'esame delle condizioni stradali ha evidenziato la grave inadeguatezza sia della balaustra del ponte sia degli elementi di raccordo. Carenze determinate dal mancato rispetto della normativa e da un'esecuzione non conforme alla regola dell'arte da parte del gestore della strada” ha concluso il tecnico del Tribunale nella sua perizia. 

Durante la trasmissione di questa mattina sono intervenuti diversi consulente di Mi Manda Raitre: il professor avvocato Antonello Spadafora, docente di Istituzioni di Diritto Privato presso la Facoltà di Scienze Politiche all'Università degli Studi di Roma 3, ha insistito ripetutamente come la Provincia di Chieti fosse tenuta per legge a mettere in sicurezza quel tratto di strada, che non è ancora a norma nonostante alcuni interventi di miglioria apportati dopo la tragedia, definendo "inaccettabili" le motivazioni circa la mancanza di fondi. Sulla stessa linea Paola Felipe De Jesus del Labur, Laboratorio di Urbanistica, che, tra le altre cose, ha confermato come il rischio di caduta dal ponte della vettura sarebbe stato sensibilmente ridotto con un guardrail a tre onde e ben saldato a terra, che infatti è stato installato successivamente, ma solo all'imbocco del viadotto.

Il presidente della Provincia Mario Pupillo ha declinato l'invito a partecipare alla trasmissione, mentre vi ha preso parte, in collegamento su Skype, il sindaco di Miglianico Fabio Adezio, che ha precisato la competenza dell'ente provinciale, e non del Comune, su quel tratto di strada. 

“Questo rimpallo di responsabilità tra Amministrazione comunale e provinciale è inaccettabile – commenta anche Ermes Trovò, amministratore unico di Studio 3A – E se il Comune di Miglianico ha davvero la coscienza pulita, perché non si è costituito assieme a noi contro la Provincia di Chieti? Quanto poi alla Provincia, anziché venirci a parlare del suo dissesto, perché non ha avuto il coraggio di presentarsi e confrontarsi in trasmissione, perché non si assume le sue responsabilità e non autorizza la propria compagnia assicurativa a riconoscere i diritti di mamma Catia?”.

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