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"Contro questo torto, occupiamo l'aeroporto" , Chieti non vuole essere più la 'cenerentola'

La protesta dei tassisti teatini che hanno occupato pacificamente gli stalli riservati ai taxi all'Aeroporto d'Abruzzo. Il servizio di Cristiano Vignali

"Contro questo torto, occupiamo l'aeroporto" è lo slogan "di battaglia" scandito ieri all'Aeroporto d'Abruzzo durante l'occupazione dei tassisti di Chieti degli stalli riservati ai taxi nella struttura aeroportuale.

L'oggetto della protesta è sempre la regolamentazione dell'accesso all'aeroporto regionale d'Abruzzo dei taxi: in particolare i tassisti di Pescara ritengono illegale che i colleghi teatini lavorino in aeroporto, poiché,  senza diverso accordo fra le parti, sono autorizzati a farlo solo quelli dei Comuni su cui ricade lo scalo aeroportuale. Invece i tassisti teatini rispondono che sono legittimati a farlo anche loro in virtù della normativa nazionale.

Tutta la spinosa e ingarbugliata questione pare che si basi sulla diversa interpretazione dell'articolo 14 comma 8 della legge 422/97 che recita: "Per i collegamenti con gli aeroporti aperti al traffico aereo civile, ferme restando le competenze degli enti gestori, sono autorizzati ad effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio di taxi rilasciate dai comuni capoluogo di regione e di provincia, nonché dal comune o dai comuni nel cui ambito territoriale l'aeroporto ricade. I comuni interessati, d'intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun comune può rilasciare proporzionalmente al bacino di utenza aeroportuale. Nel caso di mancata intesa tra i comuni, provvede il presidente della regione, sentita la commissione consultiva regionale di cui all'articolo 4 della legge 15 gennaio 1992, n. 21".

Dopo il sit-in di protesta davanti il Comune di Pescara dei tassisti pescaresi di un mesetto fa, non è tardata la risposta dei colleghi di Chieti che hanno "sparato" ancora più in alto occupando ieri  gli stalli all'aeroporto d'Abruzzo, insieme ai rappresentanti sindacali, all'Assessore ai Trasporti del Comune di Chieti, Viola e  aiConsiglieri Comunali, Marco Di Paolo ed Emiliano Vitale. La manifestazione è stata assolutamente pacifica con i colleghi di Pescara che stazionavano davanti l'altro ingresso della struttura. I tassisti teatini, ribadiscono che la loro lotta non è  contro i colleghi pescaresi, come si evince anche dallo slogan scandito durante il sit in di protesta da questo tassista teatino "Fra Chieti e Pescara non c'è rivalità, l'Aeroporto d'Abruzzo sta a metà" ma contro i politici che non decidono, perciò "stanchi di rimanere a bordo pista" rivendicano la possibilità di poter lavorare in aeroporto come  i propri colleghi pescaresi  e chiedono l'intervento della regione che non si esprime in merito nonostante la normativa nazionale. In merito, significativi gli striscioni esposti: "Assessore Morra, basta chiacchiere ora i fatti!!!"  e  "Presidente Chiodi: 3 anni di attesa, ora basta!!!" del rappresentante dei tassisti Buccione.

Il Comune di Chieti chiede, per bocca dell'Assessore ai Trasporti Viola che l'accesso di tassisti venga garantito a tutti i quattro capoluoghi, quindi anche a Chieti,  in proporzione alle dimensione della propria flotta di tassisti e del proprio bacino di utenza aeroportuale.

Ma oggi la situazione resta ancora incerta, probabilmente se la legge nazionale fosse applicata come altrove, la vicenda  si risolverebbe, poiché come si evince dal testo normativo, sarebbero autorizzati ad effettuare servizio "di piazza" in aeroporto i titolari di licenze dei comuni capoluogo di regione e di provincia, nonché dei comuni sul cui territorio è sito l'aeroporto; quindi in Abruzzo non solo quelli di Chieti e di Pescara, ma anche quelli di Teramo, di L'Aquila e di San Giovanni Teatino, in proporzione al proprio bacino di utenza aeroportuale. Ma da noi non si è trovata l'intesa probabilmente anche a causa delle resistenze del Comune di Pescara che  non vuole mettersi contro i propri tassisti, come confermatoci dall'assessore teatino Viola.

Pertanto sarebbe forse il caso che la regione prenda finalmente una decisione, poiché come recita uno striscione dei tassisti, in questo periodo di crisi, Chieti non vuole essere più la "cenerentola", ma tornare ad essere un valore aggiunto per la regione.

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